Presentazione dell'iniziativa: PAESAGGIOSOS.

Questo è il blog del sito PatrimonioSos, nato nel 2002 per iniziativa di semplici cittadini che operano in maniera del tutto volontaria e disinteressata per la difesa del patrimonio artistico italiano.

Nel corso degli anni alla redazione di PatrimonioSos sono arrivate numerose immagini che documentano danni al patrimonio e al paesaggio perpetrati in tutto il territorio nazionale e che per ragioni tecniche non è stato possibile inserire nel sito.

Ora grazie a questo strumento intendiamo mettere progressivamente online il nostro archivio fotografico e soprattutto integrarlo con nuove foto.

INVIATECI LE VOSTRE FOTO all'indirizzo:
lamonica1.paesaggiosos@blogger.com

LE ISTRUZIONI PER L'INVIO NEL MENU DI SINISTRA DEL BLOG.

mercoledì 8 giugno 2011

Lucca - Parco RIMEMBRANZA di Piazzale Verdi - INCONTRO PUBBLICO

Inviamo, in allegato, depliant e comunicato stampa relativi all'incontro
in oggetto che si svolgerà Venerdì 27 maggio (ore 17/19,30) a Lucca, Sala
Accademia 1 di Palazzo Ducale.
Si auspica un'ampia e attiva partecipazione.
Si richiede di inoltrare la notizia presso le proprie mailing list.
Ringraziamo sentitamente
ITALIA NOSTRA LUCCA

--
Italia Nostra Sezione di Lucca
C.P. 158 - 55100 Lucca
tel/fax - 0583.48461
E.mail - lucca@italianostra.org
Sito web - www.italianostralucca.org

mercoledì 18 maggio 2011

Spiaggia di Latte

Cari amici di Paesaggiosos,
siamo a Latte, frazione di Ventimiglia, a tre chilometri dalla frontiera francese, a ridosso dei giardini Hanbury e del sito dei Balzi Rossi. 
La spiaggia, da sempre a disposizione della comunità e dei villeggianti, è la maggiore attrattiva della frazione. Il nuovo proprietario di una storica villa ha tracciato nuovi confini lasciando, come si vede, ben poco alla spiaggia pubblica. E’ stato autorizzato da qualcuno? Se sì, da chi? Chi è responsabile di tanto scempio ambientale? Si può in qualche modo intervenire a salvaguardia del bene pubblico?
Cordialmente,
Enzo Barnabà

venerdì 13 maggio 2011

FERMIAMO I LAVORI ACCANTO ALLA CHIESA DELLA PONZELLA!

13.mag.11 - FERMIAMO I LAVORI ACCANTO ALLA CHIESA DELLA PONZELLA! 



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L'OPPOSIZIONE CONTRO I LAVORI ACCANTO ALLA CHIESA DELLA PONZELLA
Fermiamo la costruzione accanto alla chiesetta della Ponzella! In soccorso della battaglia urbanistica e sociale portata avanti da sempre dal Gruppo Quartiere S.Paolo ecco arrivare... i nostri, impersonati dai capigruppo consiliari dell'opposizione: Giuseppe Marazzini (Sinistra Legnanese), Marina Gusmeri (Insieme per Legnano), Raffaele Giordano (Italia dei Valori) e Rosaria Rotondi (Partito Democratico).

La decisione di avanzare una seria proposta per evitare lo "scempio" tante volte criticato dai residenti è stata ufficialmente comunicata l'altro giorno, durante l'incontro con la stampa per la discussione attorno al nuovo PGT.

Cosa chiederanno, come si muoveranno i gruppi dell'opposizione? In maniera unitaria,  verrà avanzata la richiesta di una sospensione dei lavori previsti dall'impresa che ha acquistato il terreno dalla contrada S.Bernardino. Quindi, nella maniera più corretta e con un iter che rispetti ogni regola urbanistica e civile si cercherà di "spostare" il diritto di costruzione in altra parte della città, promuovendo quindi un'azione perchè si trovi anche una soluzione all'originale questione avanzata dal quartiere che chiede, in quella parte di terreno, un'area pubblica, una piazzetta, un luogo all'aperto di aggregazione. Insomma, una soluzione che rispetti la chiesetta e quello che rappresenta per il quartiere.

Un progetto non di facile attuazione, ma qualcuno alla fine ci sta provando e, sicuramente, alla Ponzella, oggi qualche speranza in più perchè la chiesetta trovi il giusto rispetto torna a concretizzarsi.

Qui sotto il volantino diffuso dal Gruppo di quartiere S.Paolo per denunciare ancora una volta il danno che altro cemento potrebbe portare accanto alla chiesa.

domenica 1 maggio 2011

Una miniera minaccia gli antichi monasteri buddisti dell’Afghanistan


Quotidiano di Storia e Archeologia

Una miniera minaccia gli antichi monasteri buddisti dell’Afghanistan

maggio 1, 2011
di Aezio
Un’operazione di salvataggio è in corso per salvare quanto più possibile dagli antichi monasteri buddisti di Mes Aynak, in Afghanistan, prima che le montagne diventino una miniera a cielo aperto e il sito venga distrutto.
In quello che è attualmente il più grande scavo archeologico del mondo, circa 1.000 lavoratori stanno cercando di scavare reperti del secondo sito buddista più importante del paese (insieme a Hadda), dopo Bamiyan.

Scavatori a Mes Aynak (AP Photo)
Il sito, un ex campo di addestramento di Osama bin Laden, è stato affittato a una compagnia mineraria cinese per la produzione di rame. Solo ciò che potrà essere scavato e rimosso in sicurezza verrà salvato.
Nonostante l’imminente perdita archeologica, Mes Aynak ha ricevuto scarsa attenzione a livello internazionale. Inoltre, il patrimonio afgano ha sofferto molto negli ultimi anni di guerra e dei saccheggi e vandalismi dei talebani.
Mes Aynak (“piccolo pozzo di rame”) si trova a 40 km a sud-est di Kabul, in una regione arida. I monasteri buddisti risalgono dal terzo al settimo secolo, e sono situati nei pressi dei resti di antiche miniere di rame. Non è chiaro se il monastero venne originariamente creato per servire i minatori o se i monaci si insediarono lì per lavorare loro stessi le miniere.
Qui, 2.000 km su per le montagne, Bin Laden istituì un campo di addestramento nel 1999 per preparare i terroristi all’attacco dell’11 settembre. Tutte le tracce del campo sono sparite, ma la regione resta una roccaforte dei talebani.
Durante i primi anni del 2000, diffusi saccheggi avvennero nei siti buddisti dopo che il governo di Kabul trovò difficoltà a imporre il controllo. Gli archeologi stanno ora scoprendo decine di statue con le teste mancanti che sono state rotte per essere vendute.

Il destino di Mes Aynak è cambiato nuovamente nel 2007, quando il governo ha negoziato una concessione mineraria di 30 anni con la China Metallurgical Group. I resti archeologici si trovano proprio sul secondo deposito di rame più grande al mondo. L’affare da 3 miliardi di dollari rappresenta il più grande investimento straniero nella storia dell’Afghanistan.
Il progetto minerario dovrebbe portare importanti benefici economici al paese, ma si tratta di scavare una miniera enorme a cielo aperto che avvolgerà la maggior parte dei resti archeologici. Anche se l’estrazione non è ancora iniziata, un gran numero di lavoratori cinesi sta già costruendo le infrastrutture.
Gli scavi di salvataggio sono cominciati nel 2009 a Gol Hamid, che si trova in un passo di montagna adiacente a un campo cinese. Il lavoro è stato realizzato dall’Istituto Nazionale di Archeologia e dalla Délégation Archéologique Française en Afghanistan (DAFA). Parte del complesso monastico è stato scavato, portando alla scoperta di una cappella a volta, di celle dei monaci e magazzini. Sono inoltre state trovate statue di terracotta policrome, tra cui un Buddha.
Lo scorso anno i lavori archeologici sono stati trasferiti a Tepe Kafiriat, più in alto sulle montagne. Il complesso fortificato di 80 metri originariamente aveva otto stupa (torri cerimoniale per le reliquie) rivestite in pietra, che circondavano la stupa principale.
Tra i reperti vi sono un Buddha disteso lungo 7 metri e pitture murali. Gli archeologi hanno anche scoperto un paio di piedi grandi che sono tutto ciò che rimane di una statua di 3 metri (la parte principale è stata saccheggiata o distrutta nei primi anni del 2000). È stato anche scoperto un antico Buddha di legno, un materiale che molto raramente sopravvive.
Anche se relativamente poco è stato scavato, gli archeologi sono tenuti a completare il loro lavoro entro 14 mesi. L’estrazione del rame dovrebbe iniziare nel 2014.

(AFP/GETTY IMAGES)

(AFP / GETTY IMAGES)

(AFP / GETTY IMAGES)


Omar Sultan, il vice ministro per l’informazione e la cultura, lo scorso marzo aveva promesso che da aprile il numero di archeologi sarebbe passato da 30 a 65 e il numero di operai sarebbe aumentato di dieci volte, da 90 a 900. Il sito è protetto da una forza di 1.600 soldati.
I costi di scavo sono ora stimati a 28 milioni di dollari, anche se non è chiaro se l’intero sito sia stato sondato. I finanziamenti provengono dal Ministero delle Miniere ed eventualmente dalla società cinese. I cinesi hanno anche promesso di inviare archeologi.
I reperti più importanti sono stati trasferiti al Museo Nazionale di Kabul, anche se le sue strutture di stoccaggio e conservazione sono inadeguate a gestire il volume di materiale che è stato riportato alla luce.
Il 15 marzo, dei reperti di Mes Aynak sono andati in mostra a Kabul. L’esposizione “Along the Silk Road: Recent Excavations from Mes Aynak” (Lungo la Via della Seta: recenti scavi da Mes Aynak), con 70 delle più importanti scoperte, è stata finanziata dalla ambasciata americana a Kabul.
Il governo ha in programma di costruire un nuovo museo vicino a Mes Aynak, in un sito nella provincia di Logar. Sarà a 8 km dalla miniera. Si spera di poter smontare le stupa e ricostruirle nel nuovo museo.
Il vice ministro Sultan ha un interesse personale in Mes Aynak, dal momento che nel 1976 ha collaborato con archeologi sovietici per un primo rilevamento. “Si, abbiamo abbastanza tempo”, dice ottimista. “Abbiamo un accordo con il Ministero delle Miniere per salvaguardare l’archeologia”. Gli archeologi, tuttavia, hanno espresso il loro orrore per la corsa all’estrazione del rame.

mercoledì 27 aprile 2011

Consorzio Agrario di Venturina: a che punto siamo?

Molti dei problemi di Campiglia sollevati in quasi quattro anni dal Comitato, sono rimasti in sospeso perché a distanza di quasi otto mesi dalla presentazione delle Osservazioni al Regolamento Urbanistico, tutto è rimasto nel cassetto ed il Comune non ha ancora presentato le controdeduzioni alle osservazioni e approvato il Regolamento urbanistico. 
Il Comitato ha studiato le Osservazioni presentate e ritiene importante farle conoscere e illustrarle nell'ottica che per partecipare occorre innanzi tutto conoscere. 
Con l'occasione, argomento per argomento viene fatta la cronistoria delle azioni del Comitato e dei rapporti con l'Amministrazione, gli Enti, le forze politiche e la stampa. 
Il primo degli argomenti trattati è la vicenda del Consorzio Agrario di Venturina.


A questa seguiranno:
  
- la RTA alla Fonte di Sotto
- la Cava di Montevalerio
- la Cava di Monte Calvi
- le aree destinate a trattamento inerti delle Lavoriere
- il tema delle serre e della centrale a biomasse
- la tutela del patrimonio archeologico

Buona lettura e cordiali saluti.

martedì 19 aprile 2011

Il calvario dell'ulivo: giardini Hanbury vs Euroflora



Fenomeni da baraccone: Euroflora e l’ulivo millenario

ulivononnoTutto nasce dalla mail di un lettore di Repubblica: «Ma se suo nonno fosse l’uomo più vecchio del mondo, lo costringerebbe ad un viaggio di mille chilometri per esporlo su un palco?». Era una provocazione per una riflessione sulla star di Euroflora: l’olivo gemello. Un incredibile esemplare di pianta a due tronchi, proveniente dalla Puglia, la cui età è stimata attorno ai 2400 anni. Abbiamo chiesto un parere al professor Mauro Giorgio Mariotti, ordinario di botanica alla facoltà di Scienze dell’Università di Genova e presidente, per conto dell’Ateneo, dei Giardini Hanbury di Ventimiglia, tra i più noti al mondo.
Allora professore, era il caso di muoverlo il “vecchietto”?
«La premessa è che gli olivi sono abituati a stare in un certo posto e se portati da un’altra parte soffrono. Io pure ho qualche perplessità su questa scelta anche se è un rischio abbastanza calcolato. Ripeto, qualsiasi pianta, spostandola, un poco soffre. Dalla loro gli ulivi hanno una buona capacità di ripresa. Pur avendo tronchi colossali hanno radici poco profonde, con tessuti che le rigenerano. Poi c’è anche l’aspetto del trasporto… >.
Quale?

«Purtroppo devono potarli per farli stare in un container. Certo anche la chioma tagliata ad arte può essere apprezzabile a chi piace la scultura più che la natura. Io, in questo caso, preferisco la seconda».
Si insegue la spettacolarizzazione anche nella botanica?
«Mah, il fatto è che l’ulivo millenario e gli altri esposti ad Euroflora vanno inquadrati in un problema più ampio, di una pratica che dal punto di vista ambientale, ecologico e paesaggistico non è da favorire. La moda recente di creare giardini e parchi privati con prato all’inglese e ulivo millenario o centenario al centro. Ci sono anche architetti dei giardini che progettano situazioni di questo genere piuttosto incoerenti per un ambiente Mediterraneo come il nostro. Anche delle archistar… «
Come Paolo Pejrone?

«Non voglio polemizzare con lui, ma si è aperta una discussione sulle sue scelte in questo senso realizzate nel giardino della villa di Alassio di Antonio Ricci».
L’ulivo millenario è una buona pubblicità per questa branca del commercio pugliese.

«In Puglia, che è la regione più ricca di piante antiche, hanno anche fatto una legge per proteggere il paesaggio dell’ulivo. Tutte queste piante che vengono mandate al nord, spesso in Lombardia dove sono sovente schiantate dal gelo, una volta sradicate trasformano il paesaggio originario. Tutti questi ulivi caratterizzavano un tratto delle Puglie perpetuandone l’immagine naturale. Se non ci sono più, le aree saranno diventate urbanizzate, oppure agricole di diverso tipo».
E in Liguria?

«Sarebbe importante conservare al meglio quelli che abbiamo, seppur non millenari. Penso a tutte le piante sacrificate per creare dei box in collina. Insomma, ci indigniamo per l’Acquasola ma poi, magari, apprezziamo questo tipo di giardino senza pensare cosa c’è dietro, ovvero lo sradicamento di un ulivo dalla sua collocazione naturale».
Invece?

«Sarebbe meglio un prato con tante specie del Mediterraneo, più colorato, che sopporti meglio l’aridità. Gli olivi conserviamoli».
A Euroflora ci siete anche voi dell’Università e avete pure il vostro “vecchietto”.

«Sì con uno stand che ospita una collettiva degli orti botanici e una mostra didattica. E il nostro “vecchietto” è un fossile, un tronco ricavato dalle torbiere della val d’Aveto di 4mila anni».

venerdì 15 aprile 2011

CHIESETTA DELLA PONZELLA ACCERCHIATA DAL CEMENTO?

Notizia inserita venerdì 15 aprile 2011 - 16:19:35   



Prima la contrada, adesso un privato. Prima un maniero, adesso una palazzina. E i residenti, di nuovo, fanno sentire la loro voce contro la costruzione che, a breve, sarà innalzata accanto alla chiesetta di Ponzella.
Dal Gruppo Quartiere S.Paolo, infatti, riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera:
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Ci risiamo rieccoli ! la Chiesetta di
Ponzella è di nuovo accerchiata ! Dopo le vicessitudini con la contrada di San Bernardino per l’acquisto del cortiletto attiguo dal comune di Legnano (auguri ai colori bianco / rossi per l’inaugurazione che oggi avete fatto del nuovo maniero di via Somalia), si pensava a soluzioni più idonee per il quartiere. Un passo l’abbiamo di nuovo fatto questo martedì, quando il gruppo ha incontrato l’assessore ai lavori pubblici Battaglioli, riproponendo la piazza di Ponzella davanti alla chiesetta omonima.
“Non se ne parla proprio, non ci sono i soldi”.
La frase è sempre la stessa, il momento è difficile, è vero, ma sono comunque scelte stanziare somme
a bilancio, ognuno si assume la sua responsabilità comprando e vendendo dei beni.
Ora la sorpresa, la
chiesetta sta diventando un cantiere. Non sono bastate 1300 firme raccolte in due giorni a marzo 2009 e consegnate al Sindaco Vitali, per far capire quanto la gente tiene alle sue tradizioni e quanto tiene ai suoi beni culturali !
La
chiesetta del 1728, fu per due secoli, unico luogo di culto per la cascina e l’intero rione Ponzella. Nel 1779 divenne “Oratorio di Gesù Crocifisso”. L’altare dotato di una tela raffigurante “Cristo Morto” è contornato da pregevoli affreschi dell’epoca. Nell’auletta laterale destra un Cristo deposto, in gesso, attorniato da una via crucis in quadretti dipinti su legno. Un’altra via crucis di buona fattura in ceramica, orna la navata centrale. Nel 1979 fu ristrutturata completamente, con il rifacimento del tetto con il ministero dei “beni culturali" che volle i coppi uguali a quelli preesistenti del 1850, intonacata la facciata, lasciando i mattoni a vista nelle condizioni originarie.
Campanile stile veneziano con 3 campane, con lo spazio tra esso e la
chiesetta comprendente, ed è ancora visibile una volta di mattoni di un antico forno comune, dove le famiglie contadine portavano a cuocere il pane.
Anni fa il gruppo quartiere aveva avanzato una proposta per convertire il “cortile in piazzetta”, l’amministrazione in carica elaborato un progetto, tramite il geometra Cassani, che prevedeva coltura aiuola, cordoli in granito, illuminazione, pavimentazione piazzetta (costo complessivo 300 milioni di vecchie lire), nello specifico si voleva che diventasse parte integrante della piazza di
Ponzella.
Invece che fa il Comune? In barba alle tradizioni storiche, lo vende all’ asta con tanto di consigliere comunale
a rilanciare ! Uno rilancia gli altri della zona chissà dove sono e vai! Ora cosa faranno nel cortiletto ? Forse una palazzina che ti toglierà non solo la piazza e l’erba ma anche la vista del povero monumento ! Sbagliato o vero? Noi su questo scommettiamo ! Abbiamo ancora troppo poco cemento a San Paolo!
Invitiamo tutti coloro che appartengono
a queste tradizioni e che la pensano come noi a mobilitarsi dando il proprio contributo nei fatti. Noi del gruppo siamo ogni giovedì alle ore 21 nel salone di via Parma, chi ha idee si faccia avanti o se preferisce ci affianchi, vogliamo concordare azioni pacifiche per salvare la situazione. Ora cari abitanti del quartiere e cittadini di Legnano tocca a voi !
Vi aspettiamo !

Gruppo Quartiere San Paolo  


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sabato 9 aprile 2011

LIGURIA - L'ex Soprintendente progetta la prima piscina delle Cinque Terre, in piena zona Parco



La prima piscina non si scorda mai….

Porto Roca HotelE infatti, se si sono aperti grandi varchi urbanistico paesistici per far costruire la prima, perché un domani si dovrebbe negare lo stesso diritto a un secondo, terzo, quarto progetto e così via, e alla fine addio natura e ambiente delle Cinque Terre.
Mi riferisco alla notizia che potete leggere QUI della prima autorizzazione per costruire una piscina in un hotel di lusso a Monterosso al Mare, Cinque Terre. Aspetto ancor più clamoroso è che il progettista sia l’architetto Mario Semino, un ex Soprintendente della Liguria (QUI l’intervista).
A me l’aspetto che ha davvero sconvolto sono quelle acrobazie verbali contenute ella relazione tecnica dei progettisti grazie alle quali la piscina, pur riservata ai soli clienti dell’hotel Porto Roca è definita intervento di interesse pubblico. D’accordo che viviamo in un paese in cui un premier  per far liberare una escort si inventa la storia della nipote di Mubarak, però…
Pubblico privato
In chiusura, potete leggere QUI l’intervista – non è uscita sul cartaceo – al proprietario dell’hotel che naturalmente difende la sua scelta. La trovo molto istruttiva, specie per capire le intrecciate dinamiche politico imprenditoriali di casa nostra. Inoltre il proprietario spiega che la piscina nasce dalle richieste di molti suoi clienti vip (e cita Ezio Greggio) stufi di scendere in spiaggia dove vengono assaliti dai cacciatori di autografi. Non c’è che dire mi sembra un ottimo motivo. Io consiglierei anche reti elettrificate, dobermann e mine antiuomo per stare più sicuri.


giovedì 31 marzo 2011

quartieri senza arte ne parte di roma, la più brutta periferia di una capitale d'occidente

http://www.romafaschifo.com/2011/03/leggete-la-scritta-in-alto-destra-vi.html

Rimigliano: una notizia molto incoraggiante!


Come sapete dal nostro sito, negli ultimi tempi il Comitato per Campiglia si è dedicato molto a Rimigliano, presentando 20 osservazioni alla variante sulla tenuta.

E' con grandissima piacere quindi che pubblichiamo le osservazioni della Regione Toscana che concordano in gran parte con quelle del Comitato e del Forum di San Vincenzo e in cui praticamente si chiede al Comune di San Vincenzo di riconsiderare tutto o quasi.

Cordiali saluti