Presentazione dell'iniziativa: PAESAGGIOSOS.

Questo è il blog del sito PatrimonioSos, nato nel 2002 per iniziativa di semplici cittadini che operano in maniera del tutto volontaria e disinteressata per la difesa del patrimonio artistico italiano.

Nel corso degli anni alla redazione di PatrimonioSos sono arrivate numerose immagini che documentano danni al patrimonio e al paesaggio perpetrati in tutto il territorio nazionale e che per ragioni tecniche non è stato possibile inserire nel sito.

Ora grazie a questo strumento intendiamo mettere progressivamente online il nostro archivio fotografico e soprattutto integrarlo con nuove foto.

INVIATECI LE VOSTRE FOTO all'indirizzo:
lamonica1.paesaggiosos@blogger.com

LE ISTRUZIONI PER L'INVIO NEL MENU DI SINISTRA DEL BLOG.

domenica 27 febbraio 2011

mercoledì 16 febbraio 2011

CASTELLO DI BIVONA: CHIAREZZA SULLE SCELTE E RISPETTO DEL PROGETTO!

venerdì 11 febbraio 2011


CASTELLO DI BIVONA: CHIAREZZA SULLE SCELTE E RISPETTO DEL PROGETTO!

Riceviamo via email (che pubblichiamo integralmente) una "nota" allegata, inviataci dallo studio Ferrara Associati - studio di progettazione ambientale di Firenze, a firma del Prof. Arch. Guido Ferrara, docente all' Università di Firenze, in cui si chiede chiarezza sulle scelte effettuate nei lavori di recupero del Castello di Bivona, completamente stravolto in fase di attuazione, palesemente difformi (rispetto il percorso pedonale d'accesso) da quelle previste i cui esiti, gravemente lesivi del vincolo di tutela del bene, ne compromettono sia la conservazione che le possibilità (anche future) di messa in valore.




Prima di farvi leggere l'intero contenuto della nota vi aggiorniamo sullo stato del "malfatto".




La nostra segnalazione ha avuto il merito di bloccare i lavori di messa in posa di quella "terra stabilizzata" color Bitume! Ovviamente l'impegno assicurato sarà quello di rimediare con nuova e più idonea posa di terra stabilizzata! Una terra insomma degna del nome terra!
Siamo riusciti ad evitare il peggio? Non lo sappiamo ... aspettiamo ancora prima di darvene conferma ...
proprio perchè sul rispetto della "opportuna distanza" (prevista, come si evince dalla nota e dalla foto planimetrica a vista zenitale del progetto assentito, inviataci dai progettisti) tra la struttura monumentale ed il percorso pedonale ... non abbiamo notizie certe di alcuna scelta. Certo è che non smetteremo di vigilare ... ed ora lo faremo anche per le ragioni e le precise specifiche d'esecuzione esposte con chiarezza nella nota inviataci dai progettisti! Che Dio ci aiuti.
  • email:
    "Vi siamo molto grati per la segnalazione. La distanza e gli impegni in altre parti del paese ci hanno impedito di monitorare l'andamento dei lavori sul Castello di Bivona. Vi trasmettiamo in allegato una nota che riporta il nostro punto di vista di progettisti.
    Vi saremo grati se potrete documentarci gli ulteriori sviluppi della situazione.
    Quanto ai modi di porre riparo al malfatto, non vediamo che una possibilità: demolizione e ricostruzione secondo le misure e i materiali del progetto.
    Un cordiale saluto a nome del nostro gruppo di progettisti.
    Guido Ferrara
    "



  • lettera:

    "La nota critica sugli interventi di recupero del Castello di Bivona ("Il castello di Bivona … circondato da terra al bitume!") apparsa recentemente (30 gennaio 2011) sul WEB (
    http://www.comuneportosantavenere.blogspot.com) presenta uno sconcertante reportage fotografico dei lavori di sistemazione esterna in corso che in nulla corrispondono al progetto esecutivo da noi redatto nel 2009, approvato dalle competenti Soprintendenze e mandato in appalto dal Comune di Vibo Valentia.
    Tale progetto prevedeva infatti di realizzare il rilevato di accesso al castello con "riciclato stabilizzato della pezzatura di mm. 40/70, compattato a strati di 35 cm" e che la pavimentazione dello stradello di 2,50 m. fosse eseguita con un sistema stabilizzante "di spessore medio 10 cm fibrorinforzato (del tipo Levostab 99 Levocell o prodotti similari) da miscelare in sito con autobetoniera (o impianto) e stesura a mano o con l'ausilio di piccoli mezzi meccanici".
    Inoltre, negli elaborati di progetto lo
    sviluppo planimetrico dello sentiero sul lato dell'ingresso al castello era distanziato mediamente di ben 13 metri dalle strutture in elevazione, per garantire il rispetto sia dell'emergenza monumentale che dell'area archeologica interclusa, sia per non interessare con opere di tipo stradale le aree a verde agricolo limitrofe alle mura.

    Dalla documentazione fotografica dei lavori in corso risulta invece che:

    a) il sentiero in stabilizzato è stato sostituito da una vera e propria strada carrabile continua di circa 7-8 metri, a copertura dell'intero spazio a disposizione, ovvero dalle pareti del castello fino ad una staccionata posta a confine;

    b) l'area archeologica risulta pertanto coperta in tutto o in parte, e il muro storico direttamente interessato dalla strada asfaltata come appoggio;

    c) il pietrischetto stabilizzante e autodrenante risulta sostituito da una colata andante di bitume impermeabile;

    d) la zona a verde agricolo di rispetto fra il sentiero e le mura non esiste più, con la perdita definitiva di un rapporto equilibrato fra bene storico e campagna;

    e) non si ha notizia del destino né della piazzola circolare (area di sosta) che il progetto aveva previsto come luogo di osservazione, né della siepe in alloro che era stata localizzata fra lo stradello e le mura, a salvaguardia dell'area archeologica.

    Mentre da un articolo del "Quotidiano della Calabria" si è appreso il nome della Ditta aggiudicataria dell'appalto (l'impresa Edil Galven s.r.l. di Rende), non sappiamo chi abbia svolto il compito di Direttore dei Lavori.
    Come firmatari del progetto esecutivo, completamente stravolto in fase di attuazione, chiediamo pertanto che venga fatta piena luce sulle effettive responsabilità delle scelte adottate in cantiere, palesemente difformi da quelle da noi previste, senza che venissimo in alcun modo informati di eventuali varianti in corso d'opera e i cui esiti, gravemente lesivi del vincolo di tutela del bene, ne compromettono sia la conservazione che le possibilità (anche future) di messa in valore.

    Firenze, 10 febbraio 2011
    Dr. Arch. Guido Ferrara e
    Dr. Arch. Giuseppe Cruciani"

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Consiglio Regionale: Presentato progetto "Via Etrusca del Ferro" e appello per la salvaguardia dei siti archeologici abbandonati

14 feb 2011

Consiglio Regionale della Toscana:
Presentato il progetto “Via Etrusca del Ferro” e l'Appello per la salvaguardia dei siti archeologici abbandonati.

Si è tenuta oggi, presso la sala Montanelli del Consiglio Regionale della Toscana, la presentazione del progetto “Via Etrusca del Ferro 2011”  e l'appello per la salvaguardia dei siti archeologici in abbandono coatto: il caso di Gonfienti.

Alla conferenza hanno partecipato, Mauro Romanelli, Consigliere regionale, l'Arch. Giuseppe A. Centauro, Presidente dell’Associazione “Via Etrusca del Ferro” e professore del Dipartimento di Costruzioni e Restauro dell' Università degli Studi di Firenze, il Prof. Michelangelo Zecchini , archeologo, e Gianfranco Bracci, ideatore del trekking Via etrusca del Ferro da Pisa a Spina.

Nella conferenza è stata presentata l’associazione culturale “Via Etrusca del Ferro”, che ha come scopo lo studio e la valorizzazione di un antico percorso di età Etrusco-Arcaica, recentemente portato alla luce e confermato dai ritrovamenti della strada acciottolata del Frizzone (Capannori), della città etrusca di Gonfienti (Prato) e dai recentissimi ritrovamenti di una strada glareata nel centro di Bologna, l’antica Felsina.

Archeologi, architetti, restauratori, appassionati di storia antica, esperti di antiche viabilità, si sono riuniti per mettere a frutto le loro competenze, con il fine di stimolare sinergie per nuove ricerche che possano ampliare gli orizzonti della conoscenza sulle origini della civiltà etrusca ed italica, portando alla luce ulteriori tasselli di una direttrice lungo la quale, oltre al ferro ed ai minerali vari, transitavano tecnologie, notizie, arti e mestieri che hanno dato sviluppo ad un modello culturale ed economico quantomeno coevo a quello della democrazia ateniese ed alla genesi della repubblica di Roma.

Nel corso della conferenza è stato lanciato un appello per la salvaguardia dei molti siti archeologici in stato di abbandono: è grave la situazione che caratterizza la conservazione dei siti archeologici nazionali e, in particolare, per quanto si osserva dal 2007 ad oggi, nel sito etrusco di Gonfienti, riconosciuta eccellenza dell’archeologia toscana per l’enorme importanza storica e scientifica dell’insediamento etrusco arcaico. Oltre a denunciare l’abbandono coatto del sito e l’incuria in cui versa il luogo, confidando in una ritrovata attenzione da parte della Soprintendenza e del Comune di Prato, i partecipanti la conferenza hanno invitato ad una sollecita ripresa degli scavi, anche al fine di rendere al più presto fruibile l’area agli studiosi e al grande pubblico.

"Sarà nostro impegno - ha dichiarato il Consigliere regionale e membro della Commissione Cultura Mauro Romanelli - stimolare la Giunta e tutte le forze politiche del Consiglio Regionale affinché la Via del Ferro divenga, insieme alla Via Francigena e le altre vie storiche, un progetto strategico di sviluppo qualitativo basato sulla cultura, la ricerca, il turismo sostenibile". "Per fare questo è ovviamente basilare la massima attenzione ed il massimo investimento sui siti archeologici di importanza mondiale, come Gonfienti e non solo."

Per ogni informazione:
Associazione Culturale sede Prato (Po) via Pallacorda,12 – Tel./fax +39057431233 – info@studiocentauro.com


domenica 6 febbraio 2011

da Corriere della Sera 31.01.2011


da Corriere della Sera 16.01.2011


Verità e trasparenza sull’autostrada Tirrenica - Assemblea pubblica venerdì 4 febbraio

Non è bastato certo l'inizio dei lavori tra Rosignano e Cecina, nel 2009, a fugare i molti dubbi su quest'opera. A luglio del 2010 il  CIPE ha chiesto alla SAT di rivedere il piano economico finanziario . Vuol dire che non ci sono le risorse necessarie per garantire gli impegni che il Governo aveva preso con la Toscana e con le nostre amministrazioni, tra cui la gratuità dei pedaggi per i residenti  e il collegamento con il porto di Piombino.
I fatti di questi ultimi mesi ci dicono che qualcosa di molto serio sta cambiando. Intanto la SAT ha fatto un accordo con il Comune di Piombino che non prevede la realizzazione del collegamento con il porto. Addirittura viene previsto un pedaggio aggiuntivo per l'uscita di Piombino a compensazione dei costi per il prolungamento della SS.398 fino a Gagno. Dubbi riemergono anche sulla  durata della gratuità delle tariffe per i residenti dei Comuni che non hanno più viabilità locale alternativa.
Insomma, bisogna saperne di più. E di più devono saperne per primi i cittadini.
Fino ad oggi ci è sembrato di vedere che ciascun Comune procede in ordine sparso e fa accordi a ribasso con la SAT.
Non è certo un buon inizio.
Per questo le liste civiche della Val di Cornia hanno promosso un'assemblea pubblica per
VENERDI' 4 FEBBRAIO, ORE 21, alla Saletta Comunale di Venturina
alla quale sono invitati i cittadini, gli amministratori.,le forze politiche, le associazioni e comitati.
Comune dei Cittadini, Forum di San Vincenzo, Uniti per Suvereto





Comune dei Cittadini
Via Magenta,1
57021 Campiglia M.ma (LI)



Grande successo per il convegno "Il Valore di Baratti"


La sala poteva accogliere 150 persone e sono venuti in 200 per l'incontro organizzato dal Comitato Giù le mani da Baratti. 

200 Cittadini attenti e interessati agli importanti contributi dei docenti che hanno qualificato l'incontro esponendo in modo esauriente le loro conoscenze su Baratti, rendendo intelligibili anche ai non esperti gli argomenti trattati. 

Grandi assenti al convegno gli esponenti di partiti politici e amministratori, sebbene fossero stati invitati personalmente.
Sul nostro sito troverai tutte le informazioni sul convegno, una galleria fotografica dell'evento e il primo resoconto della stampa.

Cordiali saluti

CONVEGNO BARATTI 14 GENNAIO 2011

Conoscere il valore di un luogo prima di decidere cosa farci. Con questo obiettivo il Comitato Giù le mani da Baratti, organizza per il prossimo 14 Gennaio a Piombino nella sala del Perticale in via Giovanni Lerario un incontro pubblico nel quale studiosi di diverse università illustreranno il valore di Baratti nei suoi vari aspetti: archeologico, ambientale, storico, economico.
Durante l'incontro, che sarà aperto da Daniele Quinti portavoce del comitato Giù le mani da Baratti e coordinato da Marina Riccucci dell'Università di Pisa, interverranno l'archeologo Franco Cambidell'Università di Siena che affronterà  il tema del ruolo centrale del patrimonio archeologico nel contesto di Baratti, e il geologo Enzo Pranzini dell'Università di Firenze, che tratterà il problema cruciale dell'erosione. Patrizia Zagnoli, docente all'Università di Firenze, illustrerà le potenzialità economiche e di marketing del Golfo, mentre lo storico Rossano Pazzagli parlerà dell'importanza del patrimonio culturale e del rapporto tra storia e turismo.
Sul fronte della tutela sono previsti gli interventi di Andrea Camilli della Soprintendenza Archeologica della Toscana e Luca Sbrilli presidente Parchi Val di Cornia. Sarà presente anche Massimo Morisi, garante della comunicazione della Regione Toscana che ha seguito il percorso partecipativo sul piano particolareggiato di Baratti.
Per gli organizzatori l'ambiente, l'archeologia, la storia, il paesaggio e il parco devono restare alla base delle scelte di pianificazione, salvaguardando la fruibilità pubblica, senza ulteriori privatizzazioni del litorale, né operazioni edilizie improprie. Baratti deve essere conosciuto e tutelato, per poter essere valorizzato, ma non dissipato o mercificato. Le decisioni devono essere partecipate, ma non si può fare partecipazione senza una adeguata informazione.
Quell'approfondimento che fino a oggi è mancato inizia con questo primo appuntamento al quale seguiranno altre iniziative che il comitato ha intenzione di organizzare nei prossimi mesi dando un contributo di conoscenza che aiuterà a governare meglio un luogo delicato di inconfondibile bellezza.
(vedere programma allegato)

Comitato Giù le mani da Baratti
giulemanidabaratti@gmail.com