Presentazione dell'iniziativa: PAESAGGIOSOS.

Questo è il blog del sito PatrimonioSos, nato nel 2002 per iniziativa di semplici cittadini che operano in maniera del tutto volontaria e disinteressata per la difesa del patrimonio artistico italiano.

Nel corso degli anni alla redazione di PatrimonioSos sono arrivate numerose immagini che documentano danni al patrimonio e al paesaggio perpetrati in tutto il territorio nazionale e che per ragioni tecniche non è stato possibile inserire nel sito.

Ora grazie a questo strumento intendiamo mettere progressivamente online il nostro archivio fotografico e soprattutto integrarlo con nuove foto.

INVIATECI LE VOSTRE FOTO all'indirizzo:
lamonica1.paesaggiosos@blogger.com

LE ISTRUZIONI PER L'INVIO NEL MENU DI SINISTRA DEL BLOG.

lunedì 16 novembre 2009

EOLICO “maionesi impazzite” e gli affari di Legambiente. Ma c’è anche chi non ci sta…

Riceviamo ed inoltriamo:

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Lun 16/11/09, Gianni Morici <gianjosephmorici@virgilio.it> ha scritto:
Da: Gianni Morici <gianjosephmorici@virgilio.it>
Oggetto: Re:
A: "TAT SICILY ONE"
Data: Lunedì 16 novembre 2009, 08:57

Pubblicato: http://www.lavalledeitempli.net/libera-informazione/eolico-201cmaionesi-impazzite201d-e-gli-affari-di-legambiente-ma-c2019e-anche-chi-non-ci-sta



Gent.mi,
credo che non si possa più tacere il fatto che alcune associazioni si stiano trasformando in vere e proprie holding, che operano a discapito dell'ambiente e, a volte, coinvolte con aziende che non operano in maniera "limpida".
Ritengo possano interessarvi i risultati di un'indagine conoscitiva - la cui anticipazione rimetto in allegato - che vede Legambiente al centro di grandi interessi economici che hanno portato i vertici dell'associazione a creare società che sfruttano il nome della stessa e permettono di gestire soldi al di fuori dei bilanci dell'associazione.

venerdì 31 luglio 2009

Il Sindaco blocca le ruspe a Morazzone

Morazzone

Il sindaco blocca le ruspe nella villa che piace a Sgarbi

Villa Bianchi risale all’inizio del ‘900 ma giovedì mattina è iniziato il cantiere che ne prevede l’abbattimento. Il sindaco guadagna tempo impedendo l’uso del suolo pubblico per i mezzi, «ma serve l’intervento della sovrintendenza»

È scoppiata la guerra per villa Bianchi, la bella villa Liberty entrata al centro delle polemiche la settimana scorsa dopo la visita di Vittorio Sgarbi nel nostro territorio. La villa, costruita all’inizio del secolo scorso in pieno stile liberty, con tanto di affreschi all’interno, sarà presto abbattuta, ma la nuova amministrazione comunale non ci sta: «L’unica nostra speranza è l’intervento della Sovrintendenza, sono giorni che cerco di mettermi in contatto con loro per esporre la situazione prima che sia troppo tardi». Sovrintendenza che alla fine dello scorso anno aveva dato parere sfavorevole al progetto, ma non ponendo alcun vincolo e lasciando la libertà al Comune di istituire un vincolo ambientale a tutela.

Ora i tempi stringono perché proprio giovedì mattina la proprietà della villa, con tutte le autorizzazioni e concessioni in mano, si è presentata con tanto di gru per poter iniziare i lavori, secondo il progetto che prevede la demolizione e ricostruzione della villa. L’automezzo che avrebbe dovuto scaricare la gru, necessaria per l’inizio del cantiere, non aveva però i permessi di occupazione di suolo pubblico. La polizia Locale, intervenuta sul posto mandata dal sindaco Matteo Bianchi, ha fatto quindi spostare il camion e i lavori si sono fermati, con gli operai che attendono la sistemazione delle carte. Un modo, da parte del comune, come ammette lo stesso primo cittadino, di guadagnare tempo.

Il sindaco Bianchi aveva avuto lunedì un incontro con la proprietà della villa per cercare di evitare l’abbattimento e preservare la casa con una ristrutturazione, ma la proprietà non sembra voler proseguire su questa strada. «Il progetto è stato approvato dalla passata amministrazione – spiega Bianchi -, non voglio dare colpe, ma cerchiamo una soluzione per non perdere questo patrimonio. Intanto, stiamo facendo il possibile per cercare di ritardare i lavori sempre facendo rispettare la normativa, in attesa di parlare con la sovrintendenza».

30/07/2009

M.S.manuel@varesenews.it

giovedì 30 luglio 2009

PESCARA. Piano Casa, aspre polemiche. Domani battaglia in Commissione

Polemiche sul Piano Casa Abruzzo sono piovute questa mattina dall’Italia dei Valori e dai Verdi. Costantini: «Quello di Chiodi è un piano per tutelare gli interessi dei grandi costruttori».



Domani le commissioni consiliari discuteranno il recepimento regionale del piano e se il provvedimento su scala nazionale ha già fatto discutere e divampare pesanti polemiche, anche in Abruzzo le tensioni sono ai massimi livelli.
Walter Caporale, consigliere regionale dei Verdi, ha già annunciato una dura battaglia domani in Commissione contro questo disegno di legge definito «semplicemente vergognoso».

«Se la prima reazione al progetto del Governo Berlusconi per il rilancio del settore edilizio suscitò persino incredulità», ha detto Caporale, «il suo recepimento in ambito regionale provoca esclusivamente sdegno per il mancato rispetto delle regole edilizie, urbanistiche e ambientali che lo caratterizza».

Sulla stessa linea d’onda anche il capogruppo IdV alla Regione Carlo Costantini, che questa mattina ha tenuto sulla questione una conferenza e lanciato pesanti accuse.
All'incontro erano presenti anche il Coordinatore Regionale IdV Abruzzo senatore Alfonso Mascitelli e i consiglieri regionali IdV Paolo Palomba, Camillo Sulpizio, Lucrezio Paolini e Gino Milano.
Per Costantini, in pratica, con l’intesa Stato-Regioni siglata il 1 aprile 2009 e il successivo piano Abruzzo i piccoli proprietari sarebbero «il pretesto, mentre gli interessi economici dei grandi costruttori costituiscono il reale obiettivo».
Per il leader dell’Italia dei Valori gli obiettivi dell'intesa sarebbero stati completamente disattesi o, meglio, assunti «come pretesto» per introdurre una normativa che disciplina «solo in minima parte i livelli essenziali dei bisogni abitativi dei cittadini abruzzesi».

«GIGANTESCHI REGALI AI COSTRUTTORI»


Il resto sarebbe, ha continuato Costantini, «un gigantesco regalo ai costruttori, che avranno a disposizione qualche milione di metri cubi da realizzare in deroga a tutto, senza garanzie effettive sul miglioramento della qualità architettonica neppure nelle zone maggiormente esposte».
La paura di Costantini è che questa «enorme colata di cemento» andrà in larga parte a collocarsi all'interno delle città, «riducendo in misura corrispondente la disponibilità di servizi, di spazi pubblici, di scuole, di aree verdi, di impianti sportivi, di parcheggi e altro».
E Costantini ha parlato anche di 6000 famiglie abruzzesi che avranno la possibilità di aggiungere «una cameretta alle loro abitazioni. Sarà poco o nulla, però, se paragonato a quello che riceveranno i costruttori e a quello che gli stessi cittadini perderanno, in termini di qualità della loro vita».
Per il Pd, invece, «è necessario arrivare ad un testo quanto più coordinato, tra i vari progetti di legge presentati in Commissione e condiviso con le associazioni e gli ordini professionali».
Per questo i consiglieri del Partito Democratico chiedono di superare di qualche giorno la scadenza così da consentire alla Commissione di lavorare sui vari testi e di poter consultare gli ordini e le categorie interessate.

LE CRITICHE PUNTO PER PUNTO

AUMENTI VOLUMETRIE: stando all’intesa Stato Regioni dell’aprile scorso ci potrà essere un aumento fino al 20% delle volumetrie esistenti per edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di volumetrie non superiori a 1.000 metri cubi, per un incremento massimo di 200 metri cubi.
«Con il piano Chiodi», ha attaccato Costantini, «l’ampliamento del 20% potrà essere realizzato anche attraverso la costruzione di un corpo edilizio separato e, soprattutto, non sarà circoscritto alle residenze uni-bifamiliari e neppure alle singole abitazioni già utilizzate all’interno dei condomini. Di conseguenza il bonus del 20%, accompagnato dall’eliminazione del limite massimo di 1.000 metri cubi, anch’esso stabilito nell’intesa Stato-Regioni, potrà essere diffusamente utilizzato non solo e non tanto per le esigenze abitative delle singole famiglie, quanto e soprattutto dai costruttori che hanno realizzato e non ancora venduto».
La possibilità di ampliamento non e’ limitata agli edifici già ultimati da anni, come stabilito dalle altre regioni, ma a quelli ultimati da pochi giorni, entro il 30 giugno 2009, sulla base di una semplice corrispondente dichiarazione giurata rilasciata dal direttore dei lavori.
«Si prevedono aumenti di volume», ha invece sottolineato Caporale, «anche per gli edifici sottoposti a vincolo. Parliamo di immobili monumentali: una vera e propria vergogna; ed anche se la norma del comma 2 afferma che il parere spetta all'organo preposto alla tutela del vincolo, tale sentimento resta perché il comma crea la possibilità di aprire infiniti contenziosi amministrativi con le Soprintendenze».


DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI: secondo quanto prescritto dall’intesa Stato- Regioni sarà ammessa demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici residenziali entro il limite del 35% della volumetria esistente.
Con il Piano Chiodi, ha incalzato Costantini, «è previsto un bonus del 30% della superficie esistente, senza alcun impegno per il costruttore all’utilizzo della bioedilizia o di fonti di energia rinnovabile. Con il loro utilizzo si produrrebbe un disincentivante incremento del solo 5%, ma anche in questo caso, nonostante il richiamo generico alle nuove disposizioni di legge in materia, manca nel testo ogni forma di predeterminazione degli specifici livelli di efficienza energetica richiesti, quale condizione per la concessione del bonus».
«Qui c’è una vera e propria furbata», ha commentato anche Caporale, «perchè sono definite in modo generico le parole ‘risparmio’ e (fonti di energia) ‘rinnovabili’ e non in modo preciso e puntuale come almeno una buona tecnica legislativa imporrebbe».

EDIFICI ABUSIVI: «L’intesa Stato-Regioni», ha contestato ancora il consigliere regionale d’opposizione, «non esclude esplicitamente dai benefici gli edifici abusivi e poi condonati».
Molte Regioni, però, per evitare le conseguenze negative derivabili dall’ulteriore crescita per ampliamento degli immobili condonati (ovvero regolarizzati, ma comunque incompatibili con le previsioni di Piano Regolatore), hanno escluso dai benefici gli immobili condonati, in alcuni casi, o hanno previsto che le superfici condonate devono essere scomputate dagli ampliamenti, in altri casi.
«Il Piano Chiodi», chiude Costantini, «dà, invece, via libera, senza limitazione alcuna, a tutti i benefici anche in favore degli immobili condonati. E in questo contesto non poteva mancare l’ennesimo condono dei sottotetti, a vantaggio quasi esclusivo dei costruttori, che potranno trasformarli e venderli a uso abitativo, almeno raddoppiandone il prezzo e anche in questo caso ulteriormente alterando in termini negativi gli standard e i parametri urbanistici dei piani regolatori».
«L’articolo 15, relativo al potenziamento delle strutture ricettive», incalza Caporale, «dà la facoltà ai proprietari di tali strutture di aumentare le cubature attraverso la chiusura delle superfici “di porticati, logge, terrazzi coperti e sottotetti che ricadano all’interno delle sagome dei fabbricati”. Lascio solo immaginare le gravi conseguenze estetiche per i nostri centri montani e balneari».

27/07/2009 15.17

lunedì 27 luglio 2009

taglio a raso di querce

Salve, seguiamo il vostro blog da tempo e volevamo segnalare un taglio a raso di querce (che potrete meglio vedere con foto al seguente blog : http://www.comuneportosantavenere.org) realizzato per mettere in sicurezza idrogeologica un costone, nella zona dell'alluvione di Vibo del 3 luglio 2006, le cui vittime furono proprio travolte lungo un costone stradale.
Sperando segnalarlo serva a qualcosa ...
Redazione

domenica 26 luglio 2009

LIGURIA - Curia e immobiliare

Curia Savona spa: 50 milioni, Carige, Spinelli, e una maxi operazione immobiliare di cui nessuno sembra voler parlare

spa coloniacelle

Salve a tutti. Sfogliando i giornali al mio rientro dalle vacanze in Corsica (per me era la prima volta e in alcune zone ho notato enormi lottizzazioni appena avviate) ho trovato una bella notizia (qui). La Regione ha rinnovato il piano paesistico e costruire sulla costa in Liguria sarà, ormai, impossibile. La politica i proclami non se li fa mai mancare, ma in questo caso pare davvero che le norme siano efficaci. Vedremo.

Certo, mi faceva notare qualcuno, il fatto che il portavoce di queste novità sia l’assessore Carlo Ruggeri, che da sindaco, a Savona, ha dato il via libera ad una delle maggiori cementificazioni della Liguria e al contestato progetto per il grattacielo di Fuksas alla Margonara beh…è un po’ come se Corona, il fotografo degli scandali, annunciasse di partire missionario in Darfur. Forse è bene ricordare che un paio di mesi fa la stessa amministrazione regionale ha dato il suo benestare alla realizzazione del nuovo porto per miliardari di Ventimiglia. Comunque, ben venga il nuovo piano paesistico. E credo che ci sarà presto modo di vederlo messo alla prova. A Celle Ligure, ad esempio, è iniziata in silenzio, meglio sarebbe dire in segreto la maxi operazione Colonie Bergamasche.

Per chi volesse i dettagli ecco un mio pezzo di un paio di giorni fa (qui) e uno di poco tempo prima (qui). La sostanza è che Carige con un mutuo da 50 milioni finanzia una delle più grosse operazioni immobiliari del momento. Capofila del progetto è la Curia di Savona con il costruttore Accinelli di Finale e il gruppo Spinelli di Genova. Quando a fine giugno ho scritto il primo articolo ho trovato una serie di rifiuti a parlare del progetto davvero sorprendenti. E solo dopo ho saputo e scritto della Curia. Che forse, visto che non è esattamente una società per azioni, un soggetto economico finanziario (me lo ha ricordato un prete scomodo come Paolo Farinella) avrebbe magari dovuto dare maggior pubblicità al proprio ruolo in un’operazione così rilevante. Anche per capire cosa diventeranno le bellissime colonie con parcoa ffacciatre sul mare. Un centro per anziani; una comunità con fini sociali; un albergo di lusso; una beauty farm; seconde case? Nessuno fino ad oggi ha voluto dirlo e il sindaco Renato Zunino, interpellato da consiglieri di minoranza, dice di non sapere nulla nemmeno chi siano i proprietari. Ora lo sa: magari a lui il vescovo di Savona qualcosa racconterà.

http://preve.blogautore.repubblica.it/2009/07/26/curia-savona-spa-50-milioni-carige-spinelli-e-una-maxi-operazione-immobiliare-di-cui-nessuno-sembra-voler-parlare/

http://preve.blogautore.repubblica.it/

venerdì 24 luglio 2009

Morazzone

La Villa Liberty a Morazzone


La Villa Liberty a Morazzone

Il cantiere

Il cantiere

24-07-2009

Sgarbi "occupa" Morazzone

Vittorio Sgarbi contro i lavori in corso a Morazzone.
La demolizione dell'edificio antistante il Municipio non sfugge al critico d'arte, di passaggio nel varesotto. Fermati i lavori, Sgarbi si scaglia con violenza contro i fautori dell'intervento. Le dichiarazioni dello storico dell'arte e il commento del vice sindaco del comune chiamato in causa. / GALLERY / VIDEO

Morazzone:

Una cosa inaudita - Incontenibile la rabbia di Vittorio Sgarbi dimostrata giovedì 22 luglio contro un edificio della nostra provincia. Lo storico dell'arte, famoso anche per il suo carattere acceso, si scaglia contro la demolizione della Villa Liberty posta di fronte al palazzo comunale di Morazzone.
In un attimo si accende l'ira di Sgarbi che non tollera lo spettacolo al quale involontariamente assiste: l'avanzamento dei lavori di demolizione dello stabile di inizio Novecento. Dopo l'immediata interruzione del cantiere l'onorevole si è messo in contatto con la Soprintendenza ai beni architettonici per segnalare, quello che lui ha definito uno "stupro".
Sgarbi, atteso all'ingresso della chiesa di Madonna in Campagna a Castiglione per autentificare un affresco posto all'interno dell'edificio, arriva in ritardo (giustifica dalla sosta a Morazzone) e rilascia alle nostre telecamere una dichiarazione su quanto è successo.

Proprio nel paese di Morazzone - "Nel paese che dà il nome a Morazzone c'è un tristissimo edificio comunale che sembra una scuola, di fronte al quale c'è una meravigliosa Villa Liberty che vogliono buttar giù - spiega Sgarbi - per fare una merda in cemento armato e se lo fanno io li prendo e gli spacco la faccia. Dei delinquenti, dei costruttori mafiosi che si permettono di distruggere una cosa straordinaria con una torretta, i vetri; hanno già cominciato all'interno a smontare le scale. Dei delinquenti comuni". Lo storico dell'arte prosegue sottolineando l'assurdo fatto: "L'idea che uno distrugge un edificio storico dei primi del '900 integro, perfettamente sano per fare una merda di cemento armato come stanno già facendo, è una cosa che non si può credere".


Consenso inaspettato - All'indomani dell'accaduto è stato ospite del telegiornale di Rete55 il vice sindaco di Morazzone Valter Ghiringhelli, che sottoscrive lo sdegno di Sgarbi: "Abbiamo le mani legate - esordisce il numero due del Comune, che spiega: "Non esiste alcuna tutela istituzionale di quell'edificio. La Soprintendenza ha espresso, nel 2008, parere contrario all'abbattimento della villa, ma si tratta di un'opinione non vincolante". Ghiringhelli, ai vertici del comune di Morazzone da poco più di un mese, continua dichiarando che "se Sgarbi riuscisse a bloccare ufficialmente l'intervento, gliene saremmo grati, perchè come Amministrazione comunale non possiamo intervenire". Ma possibile che il patrimonio artistico del territorio sia nelle mani della casualità, ovvero del fortuito passaggio in zona dello sgarbi di turno? "No - replica Ghiringhelli - Mi impegno a inserire nel Piano di governo del territorio un esplicito passaggio che eviti simili scempi".

L.O. - L.T.


mercoledì 22 luglio 2009

La riscoperta del territorio


----- Messaggio inoltrato da franco.prada@tiscali.it -----
Data: Tue, 21 Jul 2009 19:17:43 +0200
Da: Franco Prada <franco.prada@tiscali.it>
Oggetto: La riscoperta del territorio
A: Franco Prada <franco.prada@tiscali.it>


Il vero viaggio di scoperta
non consiste nel cercare nuovi paesaggi,
ma nell'avere nuovi occhi

Marcel Proust

Lanzo d'Intelvi, località Sighignola - "Balcone d'Italia" 1303 m


Questa è una foto scattata domenica 19 luglio 2009 e, come vedete,
l'ecomostro non c'è più. Pensate al meraviglioso panorama che, dopo più di quarant'anni, potreste di nuovo ammirare in un prossimo futuro.
Un caro saluto.
Carlo

Arch. Carlo Silva
Regione Lombardia
Direzione Generale Agricoltura
Strumenti e iniziative di comunicazione
via Pola 12/14
20124 Milano
tel. 02-67652577
www.agricoltura.regione.lombardia.it

martedì 7 luglio 2009

Salvare il Belpaese

Desidero segnalarvi il mio libro "Salvare il Belpaese".
Con i più cordiali saluti
Franca Canigiani
Dipartimento di Studi Storici e Geografici
Via S. Gallo, 10
50129-Firenze

giovedì 25 giugno 2009

Centro storico di Lucca - Segnalazione cartellonistica

Torniamo a segnalare (e a documentare) un aspetto del decoro urbano di Lucca che denota una scarsissima attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale ed anche di altri Enti.

1. RESTI PUCCINIANI
Segnaliamo, nuovamente, l'inutile (e ridicola) presenza dei "totem" celebrativi dell'anno pucciniano 2008 (150° anniversario della nascita del Maestro) e che annunciano mostra e manifestazioni chiuse con il gennaio 2009. Come mai ancora questi totem debbano imperversare in quasi tutte le piazze e i sagrati delle chiese è ancora da capire. Chi può essere che
vuole il mantenimento di questi scatoloni verticali? Non imperversano più le "bandierine", pucciniane consorelle dei totem, tolte dopo la ns. segnalazione di un paio di mesi addietro. Caso vuole, però, che gli incaricati ne abbiano dimenticate un paio, traballanti, nell'ambito delle Piazze S. Giusto e S. Giovanni.
Un quesito: come è possibile non condurre in porto e decentemente operazioni così elementari?

2. LA RIDONDANZA
E' sicuramente la sovrabbondanza di "segnali" che caratterizza il sagrato e la facciata della chiesa di S. Giovanni! Ben cinque "trespoli" multistile per annunciare concerti, la mostra scaduta di Puccini e i tesori artistici e archeologici dell'interno popolano il piano di facciata. Quasi un'esposizione in anteprima della mercanzia offerta, in barba alla percezione del monumento. Evidentemente esigenze "culturali" delle cooperative, cui nessuno ha l'ardire di porre freni.

3. IL DUOMO
Recentemente anche S. Martino, l'edificio religioso più rappresentativo della città, è stato asservito a questa ineludibile necessità della "comunicazione": un gran cartello rosso (questa volta per lo meno elegante), posto alla porta della navata destra, segnala ai turisti che
lì, proprio lì e non Più in là c'è l'Ilaria! Un'altra forma di pubblicità....., ma nel Duomo di Lucca!

4. LA CECITA'
Sarebbe interessante sapere chi, all'interno del Comune di Lucca, decide di impiantare cartelli e segnaletiche, e sarebbe interessante sapere se chi decide si è mai posto il problema che sta "lavorando" in un centro storico.
Dopo il recente cartello indicatore in "Canto d'Arco", infilato su un gradino di Palazzo Cenami (e subito rimosso per una segnalazione della Stampa), ecco che in aderenza all'abside della chiesa di S.Maria "Nera" hanno fatto la loro comparsa un'asta e un cartello che indirizza all'Ufficio Protocollo del Comune. Perché debba esserci questo cartello e perché debba essere collocato proprio in corrispondenza dell'abside monumentale è difficile da capire.....e forse è attribuibile solo a cecità di qualcuno.

Tutte banalità, le cose di cui sopra, lo sappiamo benissimo....tutte "sviste" e tutte rimediabili facilmente...., ma, nella loro moltiplicazione, connotano la scarsa sensibilità culturale di Lucca e del modo in cui è amministrata. La valorizzazione del centro storico si ottiene per un'unica via: "ripulendolo" da inutili cianfrusaglie e ciarpami.
Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)

domenica 21 giugno 2009

Crolla la tubatura di Marina grande a Sorrento

In data 4 giugno in un comunicato stampa la nostra associazione scriveva:

"....Il 31 maggio è sufficiente un'ora di forte pioggia per far fuoriuscire una corposa cascata di acqua marrone e maleodorante da una tubatura, allocata provvisoriamente (???) nell'antico borgo di Marina Grande a Sorrento. Immediato l'intervento degli attivisti del WWF sollecitato da alcuni stranieri, rimasti stupiti e allibiti nell'osservare le acque putride (contenenti tra l'altro assorbenti) invadere ed inquinare lo specchio acqueo di fronte ai ristoranti!!! (vedi video http://www.youtube.com/watch?v=r7313Eysn4U&feature=channel_page)
Immediata la segnalazione del WWF e l'intervento della Capitaneria di Sorrento e della Polizia di Stato che, al loro arrivo, non hanno potuto far altro che constatare come la "cascata", inizialmente marrone e puzzolente, fosse "lecita" e costituita da …acque piovane!!..."

Questa notte a seguito delle ingenti piogge la struttura che reggeva la tubatura non ha retto alla portata dell'acqua piovana o fognaria (resta ancora da stabilirlo) e si è schiantata al suolo.
Si allega di seguito testo della nota inviata alla Procura della Repubblica in data 6 giugno 2009 dove si segnalava tra l'altro la pericolosità di tale struttura.

Sorrento, 06/06/2009
Prot. n.60T/09
Alla cortese attenzione di

Procura della Repubblica
c/o il Tribunale di Torre Annunziata


Oggetto: scarichi a mare da tubatura - località Marina Grande - Sorrento

La sottoscritta Associazione WWF-Penisola Sorrentina, avendo ricevuto segnalazione sulla segreteria SOS Ambiente, espone quanto segue:

in data 31/05/09 ci veniva segnalato verso le ore 17 circa che in località Marina Grande, da una tubatura allocata nei pressi del molo di attracco in ferro, fuoriusciva una corposa cascata di acqua maleodorante di colore marrone e dal tipico odore fognario.
Dopo pochi minuti ci veniva inviato un video che riprendeva quanto descrittoci telefonicamente.
Immediatamente segnalavamo i fatti alla Capitaneria di Porto di Sorrento.
Successivamente ci veniva riferito che all'arrivo della Capitaneria di Porto di Sorrento le acque che fuoriuscivano dalla tubatura non erano più maleodoranti e marroni.
In data 05/06/09 apprendevamo che la tubatura in questione non sarebbe altro che un "by-pass" provvisorio delle acque "vernotiche" che sfociavano sulla spiaggia di Marina Grande.
Tale "provvisoria condotta" sarebbe stata allocata per permettere agli operai di eseguire i lavori di convogliamento delle acque vernotiche in altra condotta che si dovrà immettere sott'acqua.

Premesso che è noto che il comune di Sorrento - area centro storico - non è provvisto, come prevederebbe la legge, della distinzione tra fogna bianca (deputata a raccogliere le acque pluviali meteoriche e di dilavamento) e fogna nera (deputata al convogliamento dei liquami fecali) e che, per questi motivi, vi è commistione tra acque bianche (fogna bianca) e acque nere (fogna fecale).
In occasione di eventi meteorici di particolare intensità tali acque commiste formano un tutt'uno.
Per tale motivo parlare di acque unicamente bianche come se trattasi di acque pulite risulta essere fuorviante. Si precisa in ogni caso che anche la semplice eventualità di commistione con acque fognarie, provata tra l'altro dall'evidenza del colore, dell'odore, nonché della presenza di solidi e materiali grossolani in sospensione (vedi assorbenti, ecc.), testimonia la commistione di fatto e il carattere potenzialmente infettivo se non infettivo di per se stesso.


Non a caso il DGLS 152/06 individua nelle definizioni tra l'altro perseguibili, il reato anche nella fattispecie di liquame potenzialmente infettivo. Dunque tali acque (documentate in uscita dal tubo nel video), definite vernotiche sia che provengano da rivoli effimeri, presenti sul territorio e storicamente riconosciuti come inquinati da scarichi cloacali di tipo abusivo, sia che provengano da sfiori di tracimazione di acque pluviali o bianche (troppo pieno) derivanti dalla già citata commistione, risulterebbero essere di fatto infettive e/o potenzialmente tali.
Per i suddetti motivi e in considerazione anche alle normative vigenti in materia di sicurezza, demanio, ambiente e diritto alla navigazione,
ci si chiede

- se sussistano tutte le autorizzazioni previste dalla legge per allocare il tubo in oggetto, che risulta essere posizionato a notevole altezza su di un telaio di tubi in ferro e senza alcuna segnaletica di precauzione e sicurezza, al punto tale che è possibile, per natanti e pedoni, transitare al di sotto;
- se sussista l'autorizzazione necessaria e obbligatoria della Provincia allo scarico in acque superficiali (mare).
- se esistano analisi chimiche e microbiologiche che attestano il rientro dei parametri normativi di cui alla tabella 3 dell'allegato 5 del DGLS 152/06;
- se siano state effettuate perizie statiche, strutturali e di collaudo da parte del comune in merito a siffatto tipo di opera, ed ai ponteggi montati a sorreggere la pesante tubatura, considerato anche l'impeto e la natura delle acque che vi fuoriescono;
- quali acque siano realmente convogliate nella tubatura in oggetto;
- se sia stata allocata apposita griglia alla fuoriuscita della tubatura per evitare che eventuali massi (spostati dalle vibrazioni o trasportati dalle acque) possano cadere e costituire pericolo

Infine si precisa che anche nel caso che in detto tubo fossero convogliate acque meteoriche di dilavamento, anche per quest'ultime, dovrebbe essere prevista opportuna vasca di decantazione, in quanto le acque di dilavamento possono trasportare con se vari tipi di sostanze potenzialmente tossiche (le acque stradali possono contenere residui incombusti del gas di scarico delle auto, idrocarburi, residui di mescoli degli pneumatici, oli esausti, cadmio, ferodo di pastiglie freni e altre sostanze di cui è nota la pericolosità).

In virtù di quanto esposto si chiede alla S.V. di adottare tutte le azioni atte a verificare la legittimità della tubatura, la provenienza e la qualità delle acque da essa scaricate a mare.

E' in possesso di questa Associazione video dei fatti verificatisi in data 31/05/2009 e foto dello stato dei luoghi a Vostra disposizione su richiesta

Sicuri di un interessamento alla vicenda porgiamo distinti saluti.

venerdì 19 giugno 2009

LUCCA - Una città che “appare” sporca

Da Serena Mammini



----- Messaggio inoltrato da serena@mammini.it -----
Data: Fri, 19 Jun 2009 17:07:44 +0200
Da: Serena Mammini

Mi guardo intorno e annoto...grazie,

serena mammini


Una città che "appare" sporca

Alla fine dello scorso anno venne votato dal Consiglio comunale, all'unanimità (elemento da non sottovalutare), un odg relativo alle politiche della raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti.
Tra le altre cose si dava mandato all'Amministrazione, in raccordo con la Commissione LL.PP. e Ambiente, di promuovere incontri di studio sulle migliori pratiche di raccolta differenziata e riduzione rifiuti, con il coinvolgimento di amministrazioni che avessero raggiunto
significativi risultati al riguardo (...). Veniva chiesto inoltre di assicurare da parte di Sistema Ambiente spa l'adozione di un Piano per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di legge (il 65% di raccolta differenziata entro l'anno 2012).
Al momento tutto ciò è rimasto lettera morta, ma siamo fiduciosi...
Non è certo con una nota sulla stampa che si risolve un problema così complesso, ma sono costretta, per l'ennesima volta, a sottolineare e ad evidenziare le molte segnalazioni che riceviamo sulla qualità della raccolta dei rifiuti della nostra città.
Qualità che, nonostante tutto (cifre altisonanti sulla raccolta differenziata, premi "Comune riciclone") risulta scadente, sia nel centro storico che fuori.
Basta guardarsi intorno, camminare per le strade del centro o dei quartieri per imbattersi in "aree-discarica" più o meno ampie, imbarazzanti per la vista e per l'olfatto.
Evidentemente, a dispetto dell'impegno profuso, qualcosa nell'ingranaggio dell'organizzazione di Sistema Ambiente Spa non funziona, così come è certo che molti utenti non siano troppo virtuosi
se continuano a gettare i rifiuti per terra.
Forse basterebbe far rispettare le regole che già esistono: sanzionare
in qualche modo i "furbetti".
E poi, ha un senso rendere alcune vie delle "cassonetti-street"? Siamo sicuri che il "porta a porta" nel centro sia stato organizzato con tutti i crismi necessari?
Ha un senso in tarda mattinata vedere fuori degli usci della abitazioni del centro valanghe di sacchi dell'immondizia?
È normale che, sempre nella tarda mattinata, in una via molto centrale della città, ci si debba imbattere in un mezzo rumoroso e maleodorante di Sistema Ambiente Spa?
E perché la pulizia delle strade non viene fatta anche fuori dal centro, dove oltretutto mancano cestini porta rifiuti?
Siamo solo noi della minoranza a percepire la città come sporca o anche questo dovrebbe essere un problema che va oltre lo schieramento politico, che dovrebbe vederci impegnati tutti nella sua risoluzione?
Certo, il cambio di marcia, se ritenuto necessario, spetterebbe per primo a Sistema Ambiente Spa. O forse l'essere Spa fa scivolare la qualità del servizio in secondo piano?

Serena Mammini
L'Ulivo-Pd

mercoledì 17 giugno 2009

Cartografie e Ortofoto digitali della Provincia di Como

----- Messaggio inoltrato da franco.prada@tiscali.it -----
Data: Mon, 15 Jun 2009 18:30:55 +0200
Da: Franco Prada
Oggetto: I: Cartografie e Ortofoto digitali della Provincia di Como


<http://www.provincia.como.it/provinciacomo/home/int.jsp?_pageid=121,1462064
>
http://www.provincia.como.it/provinciacomo/home/int.jsp?_pageid=121,1462064

Tavola : A9

E' semplicemente scandaloso, che in tutta la Provincia di Como, sia mappato
un unico sito d'interesse archeologico : la necropoli di Civiglio !!!!!!!!

LUCCA - No a nuove strade per nuove costruzioni

Cliccare su immagini per ingrandire

COMUNICATO STAMPA - Presentate Osservazioni al R.U. del Comune di Pescaglia -
Monsagrati e S. Martino : "No a nuove strade x nuove costruzioni" Lucca,
16.06.09

In data 12 giugno Italia Nostra Lucca e Legambiente Lucca hanno presentato osservazioni al R.U. di Pescaglia contestando quanto questo piano prevede nell'area della Freddana a danno dell'intatto ambiente collinare.
Qui, infatti, a monte di Monsagrati e di S. Martino è in progetto un nuovo asse viario di consistenza analoga alla via provinciale e che, conandamento pressoché parallelo a questa, va ad interessare i primi ambiti
collinari sui quali porta anche previsioni di sviluppi residenziali e commerciali.

"Il piano dell'UTOE F1", si dice nel documento "prevede che a margine di questo nuovo asse viario e delle sue diramazioni (a nord e a sud dello stesso) si possano sviluppare nuove aree di nuova urbanizzazione
residenziale, nuove aree per l'espansione di attività commerciali e direzionali e creare nuove aree F per attrezzature di interesse generale sia pubbliche che private e perfino un distributore di carburanti.

Da questo emerge come la previsione del nuovo asse serva in realtà per rendere attuabili tutte queste previsioni edificatorie. Invero la struttura attuale dell'UTOE F1 conserva già all'interno dell'area
urbanizzata ampi spazi e lotti per esaurire necessità di rispondere ad es. ai fabbisogni residenziali immediati nel periodo di prevedibile validità del Regolamento Urbanistico, sia nelle "aree residenziali consolidate" e
"di ristrutturazione" (Bac e Bar) ecc.
Il contenimento dei fabbisogni dello sviluppo all'interno nello spazio già urbanizzato è giustificato nel caso in esame proprio perché le espansioni previste e la stessa consistente nuova viabilità con le cinque enormi rotonde che la interessano, vanno ad interferire con aree intatte e agricole di pregio che devono essere integralmente conservate come da classificazione del Piano Strutturale.

"Oltre a questo illegittimo contrasto con lo strumento sovraordinato, la nuova viabilità e le espansioni edilizie verrebbero a cancellare il rapporto storico-ambientale tra gli attuali nuclei abitati di fondovalle (S. Martino e Monsagrati) e il territorio agricolo e collinare retrostante e aderente all'abitato, cancellandone la perfetta continuità e creando una del tutto nuova cesura con l'entroterra apportata soprattutto dal
"taglio" del lungo e sovradimensionato nastro stradale di cemento."

Certamente questi ampliamenti edilizi che erodono aree verdi ed agricole di pregio sarebbero solo il primo passo per ulteriori future erosioni, rese appetibili dalla invidiabile qualità ambientale di queste zone
collinari e facilitate dalla presenza dell'infrastruttura."

In base a quanto sopra Italia Nostra e Legambiente hanno richiesto:
1. La cancellazione del nuovo asse viario a monte degli abitati di S. Martino e Monsagrati che comporta un impatto incompatibile con la struttura ambientale dei luoghi.
2. La cancellazione delle aree di espansione residenziali, produttive e direzionali e limitazione degli sviluppi all'interno dell'area già urbanizzata .
3. La classificazione dell'area interessata dalla prevista strada e quelle dei previsti sviluppi insediativi , insieme a tutto il contesto a monte dei due centri (in coerenza con il P.S. vigente), come aree agricole e
ambientali di pregio di cui è indispensabile conservare i caratteri.

Inoltre, sulla base di una vocazione legalitaria, è stato richiesto l'accesso a tutti gli atti amministrativi a monte dell'adozione del Regolamento Urbanistico.

Roberto Mannocci – Presidente Italia Nostra, Sez. di Lucca
Michele Urbano – Presidente Legambiente Città di Lucca

sabato 6 giugno 2009

Lucca - centro storico - isole pedonali

----- Messaggio inoltrato da lucca@italianostra.org -----
Data: Sat, 6 Jun 2009 10:52:16 +0200 (CEST)
Da: Italia Nostra Lucca <lucca@italianostra.org>
Oggetto: Lucca - centro storico - isole pedonali

PAESAGGIO URBANO - LUCCA "IMPIOLATA"!
Ecco il documento inviato, in data 6 giugno 2009, dalla Sezione lucchesedi Italia Nostra a Sindaco e Soprintendenza di Lucca dopo la notizia cheper salvaguardare il ruolo pedonale della monumentale piazza S.Frediano,nel centro storico, si procederà con le ennesime stressanti file di piolimetallici.
Come è possibile che Lucca non riesca a trovare un equilibrio per gestirela propria immagine e la propria funzionalità?Dalla città dei "panettoni" cementizi stiamo passando alla città dei piolimetallici anzi delle "stenderie" di pioli metallici. Questi ultimi qualcheanno addietro delimitarono in modo ossessivo Piazza S. Francesco verso loStellare ed ora un marciapiede della stessa piazza, da un po' di annitagliano fitti corso Garibaldi, via della Polveriera e via Carrara, poisono stati "infilati" sotto porta S. Gervasio, poi, ancora, a delimitarelo slargo davanti Villa Guinigi, da un mese sono fissati in fila indianalungo il lastricato davanti alla chiesa del Suffragio cozzando con latransennatura recente del monumento a Boccherini,….ed ora, in fila doppia(ad est e ad ovest, ma con pilomat centrali per la deroga), si stannoimpiantando in piazza S. Frediano! Brutti? Si va ben oltre…. ….brutti,invadenti e quasi sempre inutili.Per proteggere i pedoni, si dice,… e le pavimentazioni… e la bellezza diqueste piazze e di questi luoghi! Una iper-protezione di queste categorieche porta agli assurdi come quello dell'attraversamento pedonalerecentemente dipinto addirittura in un'area pedonalizzata come CortePortici, dalle vetrine al negozio Guerrieri!Evidentemente non ci si rende conto che se il rimedio per fare rispettarele regole e per "governare" la vivibilità del centro storico e di ogni suaenclave è quello di immettere qualcosa e file su file su file di piolimetallici ….. addio decoro e immagine!Dallo stesso superficiale principio nascono le analoghe confuse proposte,che fanno la loro comparsa a intervalli regolari, delle transenne suiparapetti delle Mura!Non possiamo orientarci verso un'assurda città transennata e "impiolata"!Se di qualche dissuasore c'è bisogno (una tantum!) questo, come ormai èuniversalmente assodato, non può essere che un cilindro lapideo (arenaria,verrucano o marmo) nelle fogge della tradizione.Noi riteniamo possibile fare rispettare le regole senza ricorrere a questepesanti immissioni. Non è necessario che ogni divieto debba tradursi inqualcosa di visivamente e pacchianamente invasivo.E' da rivedere in generale, invece, il piano degli accessi consentiti, achi e fin dove consentirli ed è necessario stabilire una più efficace epuntuale sorveglianza.Tornando al caso di piazza S. Frediano, poi, ci si lamenta dei guastiprovocati dalla sosta dei veicoli nella piazza. Orbene nella piazzaspessissimo sostano veicoli autorizzati e quelli adibiti al carico escarico delle merci. Dove sosteranno questi dopo la doppia "impiolata"?Forse davanti alla chiesa di S. Frediano, ove c'è sempre qualche autostazionante nel corso della giornata per la disperazione dei turisti che,tra auto, furgoni, sedie, tavolini all'aperto, ombrelloni, rustiche bottidi vino, fioriere "tripalliche", panchine piombaggine, porta-biciclette,porta-cartoline ….non riescono a fotografare decentemente la chiesa se nonnella parte apicale?Sempre nella stessa piazza si lamentano i guasti subiti dallapavimentazione! Questi però non derivano esclusivamente dal via vai(veramente eccessivo) dei mezzi, ma su di essi incidono sia i vari usi acui la piazza di volta in volta viene destinata (stands, aiuole, gazebo,expo automobili….), sia una più che probabile cattiva esecuzionedell'asfalto "natura", che qui manifestò subito pecche notevoli, qualil'immediata e generalizzata presenza di lesioni, il "salto" di porzionisuperficiali ovunque posizionate, gli avallamenti tra le strisciatecontigue nella stesura dei vari strati….cose che nonostante la delicatezzadel materiale non si sono manifestate in tal modo in nessun altro casopiù vecchio e con analoghi traffici. Forse una doverosa verifica anche diquesto aspetto potrebbe portare ad una valutazione più obiettiva di tuttala questione.E' possibile sperare in un ri-pensamento su queste "impiolature" e farrispettare le regole senza interventi brutali e banali e senza danni aldecoro del paesaggio storico della città?Ringraziamo dell'attenzione.
Il Presidente
(arch. Roberto Mannocci)

giovedì 4 giugno 2009

sabato 23 maggio 2009

comunicato stampa

Si trasmette comunicato stampa odierno.
Cordiali saluti

lunedì 18 maggio 2009

VERONA - Palazzo Forti

----- Messaggio inoltrato da mariapia.garavaglia@senato.it -----
Data: Tue, 12 May 2009 12:56:08 +0200
Da: mariapia.garavaglia@senato.it
Oggetto: Palazzo Forti
A: fednavol@legambienteverona.it, redazione@patrimoniosos.it

Carissimi,
a seguito di una interrogazione parlamentare presentata dalla
sottoscritta, desidero condividere con voi la risposta del Ministro Bondi.
Con viva cordialità,
Mariapia Garavaglia

TRULLI AD ALBEROBELLO. Riflessione sesta...

----- Messaggio inoltrato da bimbodonato@tiscali.it -----
Data: Sun, 17 May 2009 14:57:15 +0200
Da: Donato Bimbo <bimbodonato@tiscali.it>
Oggetto: Riflessione sesta...
A: "Beni Culturali E. Pellegrino" <emilia.pellegrino@beniculturali.it>

TRA PIETRE E CEMENTO...
Pietre migranti!

Alberobello - Contrada Curcio: trulli, aia e cisterna interrata di
proprietà comunale.
(foto del 04 aprile 2005)


Trulli, brecciolina e cisterna interrata di proprietà comunale.
(foto del 31 dicembre 2008)

Dove sono andate a finire...?

martedì 5 maggio 2009

LAZIO: Casale dei Corsi a Nemi

----- Messaggio inoltrato da carlotestana@virgilio.it -----Data: Tue, 5 May 2009 09:08:15 +0100 (GMT+01:00)

Informo le SS.LL. che a Nemi , via dei laghi, località " via dei Corsi" sono in atto lavori di rifacimento dell'antico Casale dei Corsi esistente dal XVII sec. Stazione di posta prima, e guarnigione dei soldati fino al sec. XIX.

A fianco i resti della chiesetta di S. Antonio Abate detta La Fajola del XVIII sec. Si teme che le opere non siano conformi alle autorizzazioni rilasciate, infatti si nota anche dalla strada che è stata demolita la eccezionale volta a botte che copriva tutto il piano terra ed è stato allestito un nuovo solaio . La particolare fattura della volta costituita da elementi lapidei gettati in opera testimoniava l'unicità della struttura ed offriva una testimonianza preziosa e rara in queste zone della sapienza costruttiva antica. I sassi giacciono ora sul piazzale antistante..morti.. per sempre. Si chiede di attivare tutte le procedure affinché siano verificati i lavori , probabilmente avviati con semplice DIA, e la conformità con tutte le norme in materia di tutela dei beni architettonici. Un cortese ringraziamento.

Dott. Arch. Carlo Testana
presidente dell'associazione per l'ambiente " Picchiorosso" via Solferino 13, 00040 Nemi. In allegato una scheda con foto della volta del casale.

domenica 3 maggio 2009

Ricostruzioni choc dei campi di calcio al Colosseo

Sul sito del quotidiano La Repubblica sono state pubblicate alcune ricostruzione della manifestazione della Champions League programmata nella zona adiacente il Colosseo.

Figura 1

Figura 2

Figura 3

martedì 28 aprile 2009

Como 1 - Autostrada Pedemontana Lombarda

Data: Sat, 25 Apr 2009 15:36:18 +0200
Da: Franco Prada
Oggetto: Como 1 - Autostrada Pedemontana Lombarda

http://www.pedemontana.com/progetto_definitivo_como1.php

giovedì 23 aprile 2009

comunicato stampa

La Redazione chiede all'utente di inviare il testo del Comunicato nel corpo del messaggio di posta elettronica, e NON in allegato. Grazie

domenica 19 aprile 2009

TOSCANA - Ecomostro a contignano

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Un altro ecomostro in Val d'Orcia oltre quello di Monticchiello: è quello in costruzione a Contignano con deturpazione di uno dei paesaggi più belli e caratteristici della Toscana. Allego foto.
Cordiali saluti


agobit

venerdì 17 aprile 2009

PIANO CASA: la versione criticata dal Prof. Settis

Questo è il testo del Piano Casa nella versione criticata da Salvatore Settis durante la trasmissione di Annozero del 16 aprile 2009. REDAZIONE



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Ricostruzione delle antiche mura del Torrione

Interrogazione di Lista per Ravenna sulla ricostruzione delle antiche mura del Torrione

[da ‘ravennanotizie’, venerdì 10 aprile 2009]

"Sono in atto lavori di ricostruzione delle antiche mura cittadine - afferma Alvaro Ancisi, Capogruppo di Lista per Ravenna - sul retro della chiesa di Santa Maria del Torrione, nel tratto che collega viale Baracca con via Cura e accessi anche dalla Circonvallazione al Molino e da vicolo Bellaria.

Informati di una serie di irregolarità in atto nel cantiere e di un restauro delle mura apparentemente incongruo, la task force territoriale di Lista per Ravenna, coordinata da Nicola Grandi, ha compiuto ripetuti sopralluoghi e scatti fotografici sul posto, redigendone un verbale. Io stesso mi sono recato in loco, avvalendomi anche di un esperto dell'edilizia. Ritenendo fondamentale assumere informazioni sul progetto alla base dei lavori, ho tentato inutilmente di averle, nell'arco delle due giornate lavorative di ieri e di oggi, dagli uffici dell'area urbanistica del Comune e dalla Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici (*). Data l'urgenza del caso, non posso che affidarmi ad un'interrogazione al sindaco.
CHI ESEGUE I LAVORI
Dall'ordinanza di cui dirò, si evince che i lavori sono eseguiti dalla società Corso Nord srl, nell'ambito delle opere civili di costruzione che insistono sull'area dell'ex stabilimento Callegari. Ne ricavo che la ricostruzione delle mura nel tratto in cui confinano con tale area siano oggetto di una convenzione con il Comune di Ravenna, che non sono riuscito ad ottenere.
CANTIERE SENZA SICUREZZA
Si rimanda alle foto allegate e alle relative didascalie, che dimostrano una serie di irregolarità a danno della sicurezza delle maestranze e dei cittadini.
• Da nessuna parte, si è riusciti a vedere esposto il cartello di cantiere, obbligatorio per legge, contenente tutte le informazioni richieste dal regolamento (sull'oggetto dei lavori, sul titolo autorizzativo, sui tempi di esecuzione, ecc.).
• L'ordinanza comunale n. 1861 del servizio Strade impone, affidandone l'esecuzione della segnaletica alla ditta esecutrice dei lavori, il divieto di transito sul percorso ciclo-pedonale collocato sopra le antiche mura. Essa copriva il periodo dal 15 ottobre 2008 al 31 dicembre 2008 e non è più stata rinnovata. Si può presumere che la durata dei lavori abbia ecceduto i limiti, ma, oggi, in difformità con le prescrizioni dell'ordinanza, sono comunque assenti, negli accessi al percorso, come l'ordinanza imporrebbe, gli sbarramenti, né è occultata la segnaletica di indicazione che indirizza i cittadini e i turisti lungo il tragitto. Chiunque può passeggiarvi o transitarvi pericolosamente mentre si compiono i lavori nelle mura sottostanti.
• Il cantiere stesso presenta ampi varchi che consentono facile accesso agli estranei, in particolare dalla parte del nuovo parcheggio di via Fiume Abbandonato. Abbiamo notato una donna con un bambino circolare tra le macerie e le impalcature, potendovi anche salire.
• I lavori di restauro, che si presume di natura specialistica, sono effettuati da personale apparentemente non qualificato, senza alcun mezzo di protezione, come potrebbe essere un casco, una mascherina o un semplice guanto. Si nota una serie di impalcature posticce e prive di qualsiasi messa in sicurezza, anche riguardo a possibili estranei, durante le sospensioni dell'attività lavorativa.
MURA "RESTAURATE" A STRATI DISCORDANTI
Non sappiamo se siano state correttamente eseguite prescrizioni della Soprintendenza e su quali motivazioni tecniche. Sta di fatto che, su quattro persone coinvolte nei nostri sopralluoghi, tutte concordano nel giudicare improbabile, allo stato attuale, la ricostruzione delle mura in modo conservativo. Sui resti delle mura antiche, sono stati elevati strati di mattoni moderni di colore vistosamente discordante e inserita tra l'antico e il nuovo una fascia di mattoni con disegno "a scacchiera". La visione estetica è assolutamente mortificante. Al riguardo, le garanzie che non si tratti di uno scempio sono da assumere con urgenza e rigore.
A fronte di quanto esposto e documentato, si interroga il sindaco di Ravenna per chiedere ragione delle irregolarità, dei mancati controlli e dei dubbi sollevati.

(*) Non contesto che i dirigenti di uffici pubblici siano giustificatamene assenti, quanto che, in loro assenza, nessuno sia in grado di mettere mano agli atti essenziali o di rispondere alle informazioni di massima".

mercoledì 15 aprile 2009

interrogazione al sindaco di Ravenna sulla ricostruzione delle antiche mura del Torrione

----- Messaggio inoltrato da noto2449@alice.it -----
Data: Sun, 12 Apr 2009 06:08:20 +0200
Da:
noto2449@alice.it
Oggetto: Alvaro Ancisi_ interrogazione al sindaco di Ravenna sulla ricostruzione delle antiche mura del Torrione
A:
patrimoniosos@patrimoniosos.it

Alla Redazione 'patrimoniosos'

Cari Amici,

intanto che io Vi scrivo in questa alba di Pasqua, spero Voi possiate fare qualcosa di meglio.

Vi ho appena inviato il testo "Ravenna, sulla ricostruzione delle antiche mura del Torrione", con l'interrogazione al sindaco di Ravenna di Alvaro Ancisi, capogruppo Lista per Ravenna.

Allego a questa mia mail le due foto relative all'argomento, che per ovvi motivi tecnici non è possibile allegare alla 'maschera' predisposta per il messaggio.

Buona Pasqua ancora e a risentirci presto.

Ercole Noto

Ravenna, 12 aprile 2009

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Interrogazione di Lista per Ravenna sulla ricostruzione delle antiche mura del Torrione
[da ‘ravennanotizie’, venerdì 10 aprile 2009]


"Sono in atto lavori di ricostruzione delle antiche mura cittadine - afferma Alvaro Ancisi, Capogruppo di Lista per Ravenna - sul retro della chiesa di Santa Maria del Torrione, nel tratto che collega viale Baracca con via Cura e accessi anche dalla Circonvallazione al Molino e da vicolo Bellaria. Informati di una serie di irregolarità in atto nel cantiere e di un restauro delle mura apparentemente incongruo, la task force territoriale di Lista per Ravenna, coordinata da Nicola Grandi, ha compiuto ripetuti sopralluoghi e scatti fotografici sul posto, redigendone un verbale. Io stesso mi sono recato in loco, avvalendomi anche di un esperto dell'edilizia. Ritenendo fondamentale assumere informazioni sul progetto alla base dei lavori, ho tentato inutilmente di averle, nell'arco delle due giornate lavorative di ieri e di oggi, dagli uffici dell'area urbanistica del Comune e dalla Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici (*). Data l'urgenza del caso, non posso che affidarmi ad un'interrogazione al sindaco.

CHI ESEGUE I LAVORI

Dall'ordinanza di cui dirò, si evince che i lavori sono eseguiti dalla società Corso Nord srl, nell'ambito delle opere civili di costruzione che insistono sull'area dell'ex stabilimento Callegari. Ne ricavo che la ricostruzione delle mura nel tratto in cui confinano con tale area siano oggetto di una convenzione con il Comune di Ravenna, che non sono riuscito ad ottenere.

CANTIERE SENZA SICUREZZA

Si rimanda alle foto allegate e alle relative didascalie, che dimostrano una serie di irregolarità a danno della sicurezza delle maestranze e dei cittadini.

• Da nessuna parte, si è riusciti a vedere esposto il cartello di cantiere, obbligatorio per legge, contenente tutte le informazioni richieste dal regolamento (sull'oggetto dei lavori, sul titolo autorizzativo, sui tempi di esecuzione, ecc.).

• L'ordinanza comunale n. 1861 del servizio Strade impone, affidandone l'esecuzione della segnaletica alla ditta esecutrice dei lavori, il divieto di transito sul percorso ciclo-pedonale collocato sopra le antiche mura. Essa copriva il periodo dal 15 ottobre 2008 al 31 dicembre 2008 e non è più stata rinnovata. Si può presumere che la durata dei lavori abbia ecceduto i limiti, ma, oggi, in difformità con le prescrizioni dell'ordinanza, sono comunque assenti, negli accessi al percorso, come l'ordinanza imporrebbe, gli sbarramenti, né è occultata la segnaletica di indicazione che indirizza i cittadini e i turisti lungo il tragitto. Chiunque può passeggiarvi o transitarvi pericolosamente mentre si compiono i lavori nelle mura sottostanti.

• Il cantiere stesso presenta ampi varchi che consentono facile accesso agli estranei, in particolare dalla parte del nuovo parcheggio di via Fiume Abbandonato. Abbiamo notato una donna con un bambino circolare tra le macerie e le impalcature, potendovi anche salire.

• I lavori di restauro, che si presume di natura specialistica, sono effettuati da personale apparentemente non qualificato, senza alcun mezzo di protezione, come potrebbe essere un casco, una mascherina o un semplice guanto. Si nota una serie di impalcature posticce e prive di qualsiasi messa in sicurezza, anche riguardo a possibili estranei, durante le sospensioni dell'attività lavorativa.

MURA "RESTAURATE" A STRATI DISCORDANTINon sappiamo se siano state correttamente eseguite prescrizioni della Soprintendenza e su quali motivazioni tecniche. Sta di fatto che, su quattro persone coinvolte nei nostri sopralluoghi, tutte concordano nel giudicare improbabile, allo stato attuale, la ricostruzione delle mura in modo conservativo. Sui resti delle mura antiche, sono stati elevati strati di mattoni moderni di colore vistosamente discordante e inserita tra l'antico e il nuovo una fascia di mattoni con disegno "a scacchiera". La visione estetica è assolutamente mortificante. Al riguardo, le garanzie che non si tratti di uno scempio sono da assumere con urgenza e rigore.A fronte di quanto esposto e documentato, si interroga il sindaco di Ravenna per chiedere ragione delle irregolarità, dei mancati controlli e dei dubbi sollevati.

(*) Non contesto che i dirigenti di uffici pubblici siano giustificatamene assenti, quanto che, in loro assenza, nessuno sia in grado di mettere mano agli atti essenziali o di rispondere alle informazioni di massima".