agricolo, non si potrebbero ristrutturare questi?
Presentazione dell'iniziativa: PAESAGGIOSOS.
Nel corso degli anni alla redazione di PatrimonioSos sono arrivate numerose immagini che documentano danni al patrimonio e al paesaggio perpetrati in tutto il territorio nazionale e che per ragioni tecniche non è stato possibile inserire nel sito.
Ora grazie a questo strumento intendiamo mettere progressivamente online il nostro archivio fotografico e soprattutto integrarlo con nuove foto.
INVIATECI LE VOSTRE FOTO all'indirizzo:
lamonica1.paesaggiosos@blogger.com
LE ISTRUZIONI PER L'INVIO NEL MENU DI SINISTRA DEL BLOG.
sabato 19 aprile 2008
TOSCANA - PONSACCO: casolari in abbandono
agricolo, non si potrebbero ristrutturare questi?
TOSCANA - PONSACCO: mirabili rotatorie
TOSCANA - PONSACCO: esempi di paesaggio toscano
venerdì 18 aprile 2008
Toscana : paesaggio o villette?

Toscana : paesaggio DOC?
sabato 12 aprile 2008
INIZIATIVA DE IL SOLE 24ORE: Arte in pericolo: mandate le vostre foto via e-mail
di Riccardo Chiaberge
25 novembre 2006
Ci sono monumenti che vengono fotografati in lungo e in largo da tutti e altri che languono o si sbriciolano nell’indifferenza generale. Fontana di Trevi, il Ponte di Rialto, il David di Michelangelo sono quotidianamente bombardati da migliaia di obiettivi e di flash, e da quando la fotocamera si è sposata al cellulare, rimbalzano clonati milioni di volte sui display dei turisti, inoltrati via mms o email a parenti e amici in America, Giappone o Australia. Un pulviscolo di bit assedia e corrode queste venerabili reliquie del nostro passato come uno smog impalpabile.
Altro che tassa di soggiorno: basterebbe far pagare un centesimo ogni scatto per rinsanguare l’anoressico bilancio dei nostri Beni Culturali. Idem dicasi per la Scala e gli altri teatri, dove ormai non c’è spettatore che rinunci a carpire qualche brandello visivo e sonoro dell’Aida di Zeffirelli, sotto gli sguardi impotenti delle maschere, nella convinzione che quel clic sia incluso nel prezzo del biglietto. Il telefonino è un occhio indiscreto che si intrufola dappertutto. Anche senza arrivare alle aberrazioni di quei teppisti che filmano stupri di gruppo o sevizie ai bambini down, teenager e trentenni non fanno che scambiarsi istantanee digitali, boccacce e sorrisi, cani e gatti, pranzi di nozze e torte di compleanno.Perché non usare questo aggeggio, una volta tanto, per una battaglia civile? Il nostro territorio gronda di arte e storia, come pure di pezzi di patrimonio malandati o comatosi. Così abbiamo pensato di chiamare a raccolta i lettori per realizzare insieme una fotoinchiesta a tappeto sull’Italia da salvare.
Non occorre allontanarsi troppo da casa. Armatevi di telefonino e guardatevi intorno, nella vostra città, nel villaggio dove abitate o andate in vacanza, nelle campagne o valli vicine. Inquadrate palazzi fatiscenti, torri e campanili a rischio di crollo, cornicioni pericolanti, tetti sfondati, affreschi che si scrostano, dipinti sbiaditi o anneriti, musei chiusi, statue monche o imbrattate dagli spray. Cliccate, e mandate via mail le foto al nostro «Croll Center», corredate da una breve didascalia. Ne sceglieremo alcune e le pubblicheremo sul Domenicale e sul sito web del Sole. Domenica 7 gennaio il gioco si concluderà con una carrellata finale: una Befana dell’arte in pericolo. Non pretendiamo capolavori, castelli o cattedrali. Anche una vecchia ciminiera, una centrale idroelettrica abbandonata, un garage d’epoca, perfino una pasticceria storica o un’edicola fine Ottocento possono incarnare l’anima di un luogo e di una comunità. L’essenziale è che siano evidenti i segni dell’incuria e del degrado.
Non rientrano nel censimento villette abusive ed ecomostri, per quanto vetusti e costellati di crepe.
Lì non c’è nulla da fotografare o restaurare, soltanto da radere al suolo. inviare le foto a : crollcenter@ilsole24ore.comil sito é www.ilsole24ore.com/cultura
BruttaItalia da Il Corriere della Sera
Per dire basta ad abusi e offese all'ambiente e al paesaggio, Corriere della Sera e Wwf hanno deciso di allestire un vero e proprio sportello per raccogliere le denunce e le segnalazioni di tutti i cittadini.
Il cemento abusivo cancella la duna selvaggia
C'erano una volta le dune, colline di sabbia che incorniciano gran parte del Mediterraneo ricoperte di eringi e gigli di mare. Ambienti delicati che possono esistere solo se lasciati "liberi" di modellarsi sotto la forza di vento, sabbia e mare. Lo scempio di Fondi rappresenta uno degli sfregi più devastanti per i 12 km di dune che separano i Comuni costieri di Terracina e Sperlonga. Situate a ridosso del Lago di Fondi per queste dune la condanna a morte è suonata fin dagli anni '60, con la costruzione di manufatti di ogni tipo: stabilimenti, ristoranti, alloggi da campeggio costruiti in contrasto a tutte le norme vigenti: alcuni di essi sono stati edificati ad appena 7 metri dal mare.
CEMENTO SPALMATO SULLE DUNE - Si è cominciato col complesso delle ville dei Prefetti a cui seguirono il villaggio dei Ciurli, circa 25 rustici cominciati 25 anni fa ed ora ultimati. Ma il colpo di grazia è arrivato nel 1999 con la costruzione del villaggio "Rosa dei venti", composto da oltre 100 villette a circa 150 metri dalla spiaggia. Tutte le cubature di cemento "spalmate" sulla duna di Fondi hanno in 30 anni appiattito il paesaggio e violato l'intera normativa che vincola le nostre coste: la Legge Galasso, che vieta la costruzione entro i 300 metri dalla spiaggia, la Legge n.47 del 1985 che impone al Sindaco il controllo e la vigilanza sulle trasformazioni urbanisitiche e ne sanziona penalmente le omissioni, le leggi sul demanio marittimo, che stabiliscono poteri e doveri della Capitaneria di Porto anche per la vigilanza di carattere ambientale, le leggi e Convenzioni europee ed internazionali per la protezione degli habitat naturali delle zone umide. D'altronde lo stesso Piano Regolatore Generale del Comune di Fondi venne approvato prima dell'entrata in vigore della Legge Galasso e non ha mai subito modifiche per conformarsi alle leggi di tutela paesaggistico-ambientale.
VILLAGGI, BUNGALOW E CAMPING - Una "voragine" legislativa assecondata persino dalla stessa Sovrintendenza ai Beni Culturali del Lazio che ha approvato nell'agosto 1997 la realizzazione del complesso edilizio "villaggio il Sorriso" (vari alloggi residenziali), e nel febbraio 1998 la relizzazione di 60 bungalows e relativi servizi nel villaggio "Le dune"; nel novembre del '99 ha consentito ufficialmente l'ampliamento del camping "Settebello" con la costruzione di ben 100 bungalows in legno "…ritenuto che le opere in progetto sono migliorative della struttura ricettiva esistente e per l'impiego dei materiali consoni al contesto paesaggistico vincolato nel quale trovano il giusto inserimento..".
LA BATTAGLIA DEL WWF - Un gruppo di volontari locali del Wwf proprio lo scorso anno ha deciso di intraprendere la lunga battaglia legale per riportare alle condizioni naturali la duna di Fondi così massacrata. A seguito del primo esposto presentato dall'Associazione, finalmente la Magistratura ha deciso di sequestrare, lo scorso maggio, il villaggio Rosa dei Venti. Ma è solo il primo passo: la Procura di Latina ha avviato le indagini e ha aperto procedimenti contro quei villaggi dai nomi tanto evocativi: Rosa dei venti, camping Settebello e le Dune, stabilimento Tucano, villaggio dei Ciurli. Ad attendere ci sono ben 8 processi nei quali il Wwf si costituirà parte civile. Se la musica potrà finalmente cambiare per la costa di Fondi lo si saprà il giorno della prima udienza del primo di questi processi che vede imputati, oltre a costruttori, tecnici e proprietari dei terreni, anche alcuni pubblici amministratori per abuso d'atti d'ufficio: si tratta del villaggio "Il sorriso", oltre venti villini costruiti in piena zona di tutela paesaggistico-ambientale.
venerdì 11 aprile 2008
Paesaggiosos
il sito Patrimoniosos, nato nel 2002 per protesta contro la minacciata dismissione del patrimonio immobiliare pubblico ad opera della Patrimonio Spa, da tempo è attivo in rete e promuove un'azione di sensibilizzazione e denuncia, in difesa del patrimonio culturale italiano.
Il sito Patrimoniosos è nato per azione e desiderio di semplici cittadini che, in maniera del tutto volontaria, hanno intrapreso la creazione del sito e poi hanno continutao a curarne il quotidiano aggiornamento. La redazione ha poi trasformato il sito in Associazione.
Da tempo volevamo espanderci verso il paesaggio e soprattutto avevamo il desiderio di pubblicare le molte foto di scempi paesaggistici che arrivano alla Posta del sito.
Adesso ciò è possibile a costo ZERO grazie ai blog, quindi abbiamo colto questa occasione per tentare di sensibilizzare, anche con quest'altro strumento, l'opinione pubblica italiana. Un altro nostro obiettivo è combattere contro certa retorica ambientalista (o pseduo-ambientalista) che vuole nascondere il consumo di terreno agricolo, i danni all'ambiente e le deturpazioni del paesaggio dietro la correttezza procedurale o la legalità formale degli interventi. Non vogliamo più coprire di cemento i nostri prati.
Abbiamo quindi deciso di creare questo BLOG per faccogliere le FOTO di semplici cittadini che intendono protestare contro la costruzione di CAPANNONI, SUPERMERCATI, PARCHEGGI, VILLE, VILLETTINE E PALAZZI.
Inviateci le vostre foto, corredate di indicazione del luogo, data e, se volete, del nome dell'autore della foto e noi le pubblicheremo.
lunedì 24 marzo 2008
Nessuno può fermare questo crimine paesaggistico?
----- Original Message -----
From: <grande.ra@libero.it>
Sent: Monday, March 24, 2008 3:42 PM
Subject: Nessuno può fermare questo crimine paesaggistico?
Osservate con attenzione queste fotografie.
Io proprio non riesco a tollerare questa costruzione sorta in un uliveto
sulla cresta della collina che domina il centro storico di Lonato a pochi
metri dalla Rocca.
Non riesco a tollerarlo anche perché tutta la gente vede questo mostro
edilizio come un'offesa al paesaggio incredibilmente compromesso e come un
affronto alle leggi che tutelano l'ambiente e il patrimonio storico
giustamente vincolanti per molti e inesistenti per altri.
È possibile che nessuno si senta in dovere di intervenire, o che si senta in
dovere di spiegare perché non si può intervenire. È possibile che a Moniga
siano state fermate alcune costruzioni perché entro il raggio di 200 metri
dal castello e qua invece vada tutto bene?
Fabio Terraroli - un lonatese indignato


