Presentazione dell'iniziativa: PAESAGGIOSOS.

Questo è il blog del sito PatrimonioSos, nato nel 2002 per iniziativa di semplici cittadini che operano in maniera del tutto volontaria e disinteressata per la difesa del patrimonio artistico italiano.

Nel corso degli anni alla redazione di PatrimonioSos sono arrivate numerose immagini che documentano danni al patrimonio e al paesaggio perpetrati in tutto il territorio nazionale e che per ragioni tecniche non è stato possibile inserire nel sito.

Ora grazie a questo strumento intendiamo mettere progressivamente online il nostro archivio fotografico e soprattutto integrarlo con nuove foto.

INVIATECI LE VOSTRE FOTO all'indirizzo:
lamonica1.paesaggiosos@blogger.com

LE ISTRUZIONI PER L'INVIO NEL MENU DI SINISTRA DEL BLOG.

mercoledì 10 settembre 2008

Discarica a Camposauro


Da: luigi La Monaca [mailto:luigilamonaca@gmail.com]
Inviato: mercoledì 10 settembre 2008 23.54
Oggetto: Discarica a Camposauro

Ekoclub International benevento
Ufficio di Presidenza

venerdì 5 settembre 2008

Solo posti in piedi al "lunapark" di Cala Mariolu !


----- Original Message -----
From: Stefano Deliperi
Sent: Friday, September 05, 2008 4:21 PM
Subject: Solo posti in piedi al "lunapark" di Cala Mariolu !

Abbiamo già avuto modo di vedere come avvengano cose (trattori con rimorchio sulla spiaggia di Cala Sisine), sulla splendida costa ogliastrina, da far dubitare della sensibilità ecologica - oltre che dell'attenzione richiesta per una risorsa turistica di tali proporzioni - in quel di Baunei (OGL), tanto da restare piuttosto sorpresi per l'assegnazione delle agognate cinque vele che dovrebbero garantire la migliore qualità ecologica. In questi mesi vi è stata poi la positiva novità dell'ordinanza comunale che ha richiesto il contributo ecologico ai turisti per il mantenimento delle caratteristiche ambientali delle calette e, addirittura, ha imposto limiti di durata della permanenza per i bagnanti. Ma non sarà soltanto fumo negli occhi ? Non si tratterà, purtroppo, di un altro esempio dell'estate cafona 2008 in Sardistàn ? La domanda sorge spontanea dopo questo reportage di Juri Iurato (ingegnere, socio delle nostre Associazioni ecologiste) a Cala Mariolu...

p. Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra Stefano Deliperi
ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/

"Quando dal megafono del barcone una voce ricordava la delicatezza dell'ambiente di Cala Mariolu e chiedeva ai turisti di rispettarlo, il fumo nero e copioso proveniente dallo scarico di poppa aveva reso già da un pezzo l'aria irrespirabile in tutta la cala. Nel frattempo le centinaia di bagnanti già scaricati dal barcone nell'arenile, cercavano, un po' spaesati, un metro quadro libero dove stendere il proprio asciugamano. Ma al luna park di Cala Mariolu erano rimasti solo posti in piedi...Guarda il video
Un sovraffollamento al di là di ogni immaginazione, un via vai di barconi che ogni 10 minuti rovesciavano centinaia di persone, ragazze sul bagnasciuga che si scansavano di colpo alla vista delle prue dei barconi incombenti su di loro, grotte trasformate in latrine e una confusione da struscio del sabato sera rendevano la scena surreale. Tanto più agli occhi di chi in 4 ore di marcia attraverso luoghi di straordinaria bellezza aveva potuto apprezzare l'eccezionale valore ambientale dei luoghi. (foto 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 ). E a dire che non troppi anni fa le uniche scorribande che si registravano erano quelle delle foche monache, che andavano a svuotare le reti dei pescatori campani (da cui il nome "Cala Mariuolu") Di fronte a questa autentico scempio, nelle settimane scorse le amministrazioni di Baunei e Dorgali avevano pensato bene di dedicare le loro energie non per impedire questi sconci ma per sostenere un duello a base di dichiarazioni alla stampa sul fondamentale problema che attanaglia quei territori: il confine comunale è al di là o al di qua dello stagno di Cala Luna? Il pagamento del ticket, imposto dal comune di Baunei senza che sia stata prevista alcuna restrizione degli accessi (numero chiuso) fa sorgere il dubbio che l'interesse a fare cassa venga prima di quello della difesa dei luoghi (più visite uguale maggiori incassi).È assolutamente necessario che sin dalla prossima stagione balneare si adottino rigorosi provvedimenti di tutela, (il numero chiuso è indispensabile) per fermare un utilizzo dei luoghi che così come avviene oggi porterebbe nel giro di pochi anni ad un degrado irreversibile. Tanto per fare un esempio, se ogni persona porta via accidentalmente 5 di quei ciottolini di cui è composta la spiaggia di Cala Mariolu (stima ottimistica), nel solo mese di Agosto ne vengano sottratti all'arenile circa 225mila! Questo conto ipotizza l'arrivo di 1500 persone al giorno, ma nei 15 giorni centrali l'afflusso medio è intorno alle 2000 persone al giorno, secondo quando riferito dall'addetto alla riscossione del ticket del comune di Baunei." Juri Iurato

venerdì 1 agosto 2008

CAMPIGLIA: una nuova piccola Monticchiello

AIUTO!! sono cominciati i lavori per distruggere il territorio ai piedi di Campiglia Marittima !!
Il Comitato per Campiglia chiede aiuto per sensibilizzare intorno a questo ennesimo scempio del nostro patrimonio. Si allegano le foto del cantiere (apparso lunedì 3 ) e una memoria sul problema resa nota in occasione di un incontro pubblico. Sono già in corso accertamenti degli organi competenti dopo segnalazione del comitato.
Cordiali saluti

Simona Lecchini Giovannoni, Comitato per Campiglia, http://web.mac.com/comitatopercampiglia

sabato 14 giugno 2008

Ponteggi via F.lli Zoia 72 Borgo Antico Quarto


Vorrei segnalare una situazione di emergenza storica, segnalata per tempo anni fa alle istituzioni cittadine. Mi rivolgo anche al Comitato di Salvaguardia Ambiente - che nelle sue tematiche comprende la tutela dei reperti storici e ambientali della Zona 7 - e all'associazione 'Mondodonna' di Quarto Cagnino che ha curato uno splendido libro sulle memorie del Borgo Antico. Proprio all'ingresso del Borgo Antico di Quarto Cagnino, in via F.lli Zoia 72, stamane hanno messo ponteggi alti che fanno presumere il classico 'sottotetto' con un piano in piu'. Il cartello (cartellino) di Legge e' all'interno del portone e non chiarisce i lavori. Uno dei tanti 'sottotetto' non fa notizia, ma in questo caso si tratta di un edificio storico, ben piu' vecchio della 'Villa Margherita' (primi '900) a Baggio, abbattuta lo scorso anno con un certo clamore mediatico.

L'edificio angolare in via F.lli Zoia 72 e' unico ed esclusivo poiche' dai documenti raccolti insieme a Renato Bosoni con l'apporto di Sergio Corada (ricavati alla Bibblioteca Braidense soprattutto dagli studi ottocenteschi di Giulini e Fumagalli) questo edificio si puo' datare presumibilmente a prima dell'anno 1000 (vedasi l'arcata romanica originale) ed e' emblema e origine del toponimo 'Quarto Cagnino' dal latino 'Quartum Castrum'.
Un edificio angolare come un vecchio fortino - da cui il nome di 'Quartum Castrum' a protezione del Borgo dalle incursioni di briganti e, prima ancora, degli Ungari (VIII secolo). L'edificio in questione, gia' lo scorso anno e nonostante l'intervento di Tina Ghilardi, era stato devastato da orrende serrande che ne avevano violentato la fisionomia, sopprimendo le arcate.
Oggi parrebbe che la violenza - iniziata con la demolizione dell'antico portale barocco per la costruzione di box sotterranei - non sia finita ed anche l'ultima testimonianza delle nostre origini sia arrivato alla fine.
http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2003/03_Marzo/20/quarto.shtml.

Chiedo cortesemente ai consiglieri Tina Ghilardi e Isidoro Spirolazzi e a tutti coloro che hanno a cuore le radici della loro Citta', di verificare con attenzione che:
- tutti i permessi siano in regola
- la nuova edificazione sia nel rispetto del monumento originale
Grazie ed un saluto cordiale.
Massimo de Rigo


Milano: Ponteggi via F.lli Zoia 72 Borgo Antico Quarto

14 giugno 2008 - via F.lli Zoia 72 - Borgo Antico di Quarto Cagnino


20 gennaio 2007 - via F.lli Zoia 72 - Borgo Antico di Quarto Cagnino


Indicazione turistica del Borgo Antico di Quarto Cagnino

-----Messaggio originale-----
Da: Massimo De Rigo

Inviato: sabato 14 giugno 2008 16.16
A: emghilardi Ronchi; spi spirolazzi; leone_antonio_1945; mondodonna@libero.it
Oggetto: Ponteggi via F.lli Zoia 72 Borgo Antico Quarto

Proprio all'ingresso del Borgo Antico di Quarto Cagnino, in via F.lli Zoia 72, stamane hanno messo ponteggi alti che fanno presumere il classico 'sottotetto' con un piano in piu'. Il cartello (cartellino) di Legge e' all'interno del portone e non chiarisce i lavori.

Uno dei tanti 'sottotetto' non fa notizia, ma in questo caso si tratta di un edificio storico, ben piu' vecchio della 'Villa Margherita' (primi '900) a Baggio, abbattuta lo scorso anno con un certo clamore mediatico.

L'edificio angolare in via F.lli Zoia 72 e' unico ed esclusivo poiche' dai documenti raccolti insieme a Renato Bosoni con l'apporto di Sergio Corada (ricavati alla Bibblioteca Braidense soprattutto dagli studi ottocenteschi di Giulini e Fumagalli) questo edificio si puo' datare presumibilmente a prima dell'anno 1000 (vedasi l'arcata romanica originale del 2007) ed e' emblema e origine del toponimo 'Quarto Cagnino' dal latino 'Quartum Castrum'.

Un edificio angolare come un vecchio fortino - da cui il nome di 'Quartum Castrum' a protezione del Borgo dalle incursioni di briganti e, prima ancora, degli Ungari (VIII secolo).

L'edificio in questione, gia' lo scorso anno e nonostante l'intervento di Tina Ghilardi, era stato devastato da orrende serrande che ne avevano violentato la fisionomia, sopprimendo le arcate.

Oggi parrebbe che la violenza - iniziata con la demolizione dell'antico portale barocco per la costruzione di box sotterranei - non sia finita ed anche l'ultima testimonianza delle nostre origini sia arrivato alla fine.

http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2003/03_Marzo/20/quarto.shtml

martedì 20 maggio 2008

Demolita casa Reguzzoni Cascami

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Cliccare sulle immagini per ingrandirle


Martedi 20 Maggio 2008 - Busto Arsizio - Ancora polemiche attorno alla demolizione della casa "Reguzzoni Cascami", vicino al tribunale. Un architetto bustese: «Probabilmente risale a prima degli anni '20»

C'è una foto del 1928, il "falso liberty" forse è vero
Prima il magistrato Luca Gaglio
aveva fermato, solo per qualche ora, la demolizione dell'edificio tra via Volturno e largo Giardino perchè quella facciata "sembrava" liberty, poi le carte dei progettisti che sembravano declassarlo a "falso liberty", ora l'architetto bustese Paolo Torresan che ne colloca la data di costruzione a prima del 1928. Casa Reguzzoni Cascami, così viene chiamata in un libro pubblicato proprio nel '28 e che racconta di un passato di officina tessile, ritorna al centro della scena dopo la demolizione avvenuta sabato scorso 17 maggio. La pubblicazione in questione è "Le industrie di Busto Arsizio illustrate" di Ugo Giammarchi dove sono riportati alcuni esempi di ville della città di Busto Arsizio tra le quali è illustrata (foto in alto) anche quella abbattuta sabato scorso. La facciata è identica, come si può vedere dalle immagini, ma non si ha la certezza che la facciata non sia stata rifatta negli anni '50, come sostengono carte alla mano i progettisti. Secondo Torresan il problema di fondo sta nel piano regolatore, aggiornato al '92, che risale agli anni '70: «Busto ha perso già buona parte della sua identità architettonica storica - spiega - sarebbe il caso che in commissione edilizia si facesse maggiore attenzione a quello che si decide di abbattere. Sparisce così un altro “segnale” architettonico che ha caratterizzato la piazza del tribunale – largo Giardino, questa piazza che, seppure accentuata da discutibili interventi di nuova edilizia, era rimasta espressione di quella architettura a ville d’epoca della borghesia ed imprenditoria tessile del secolo passato, che ancora oggi caratterizza una parte del centro di Busto ed in particolare il quartiere retrostante lo stesso largo Giardino». Torresan se la prende con le «povere idee degli immobiliaristi di oggi» e chiede di guardare «in giro nella piazza del tribunale: ci sono ben altri complessi edilizi più recenti - continua - che meriterebbero di sparire e lasciar posto alla pur esile architettura che questa amministrazione ha invece condannato: e dire che in tutti questi anni, si sarebbe potuto fare molto di più per tutelare un brano del fiorente periodo del tessile bustese».

Martedi 20 Maggio 2008

orlando.mastrillo@varesenews.it

venerdì 9 maggio 2008

ABRUZZO - PESCARA: A Popoli la Forestale scopre 454 casi di abusivismo rurale

Inviato da Redazione il 9/5/2008 16:38:09

PESCARA. Non un caso isolato ma una vera e propria sequela di abusi edilizi rurali. Sono in totale 454 i casi rilevati a Popoli dalla Guardia Forestale. Adesso partiranno controlli anche in altri Comuni.Il controllo è partito 12 mesi fa. Gli agenti della Forestale si sono mossi ininterrottamente lungo le sorgenti dei fiumi dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, tra cui anche quelle del Genio civile. Le segnalazioni riguardano costruzioni in aree ad alto rischio di esondazione e in violazione di alcuni vincoli come quello paesaggistico lungo i fiumi e quelli relativi ai siti di interesse comunitario.Si tratta di una vera e propria invasione di baracche, costruzioni, case in muratura che colonizzano sempre di piu' il territorio. L'attività è stata condotta dal nucleo specializzato della Forestale in sinergia con l'Agenzia del territorio che ha pubblicato su internet gli elenchi delle costruzioni abusive che non risultano dagli elenchi catastali (qui) , è partita da Popoli e ora sta interessando i comuni di Bussi e Tocco da Casauria.Ma la Forestale non si ferma qui. Adesso si passa a nuovi controlli. Si procederà con Torre de' Passeri dove, stando agli elenchi dell'Agenzia del territorio, risultano circa 55 casi di abusi, e poi a Pescara dove i casi rilevati sono 816. Ad Alanno invece, sempre secondo i dati dell'Agenzia del territorio, sono 331.Il comandante Conti parlando delle costruzioni abusive ha spiegato che il materiale raccolto viene segnalato alla procura, per la parte penale, ai Comuni, per la parte di loro competenza, e poi all'Agenzia del territorio per l'accatastamento. Da parte sua il dirigente dell'Agenzia del territorio, Tommaso Borri, ha sottolineato che tutta questa attivita' serve non solo al completamento della banca dati ma anche al recupero dell'evasione fiscale.«La pubblicazione - ha spiegato Borri - degli elenchi su internet hanno valore di notifica e di invito ai cittadini di procedere alla regolarizzazione catastale, in caso contrario, interverra' in surroga l'Agenzia che procedera' d'ufficio, questo, pero' comportera' un onere maggiore per i cittadini, quindi, non e' consigliabile attendere il nostro intervento». 09/05/2008 16.35

giovedì 8 maggio 2008

Via Solferino a Busto Arsizio - segnalazione alla Soprintendenza

-----Messaggio originale-----
Da: Studio Torresan [mailto:studio_torresan@tin.it]
Inviato: giovedì 8 maggio 2008 14.58
A: redazione@patrimoniosos.it; patrimoniosos@patrimoniosos.it
Oggetto: via Solferino a Busto Arsizio - per conoscenza

Vi rigiro per conoscenza quanto inviato alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano:

Spett. Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Milano

OGGETTO: VIA SOLFERINO – BUSTO ARSIZIO

La presente per chiedere se esistono le condizioni per “vincolare” il tessuto urbano di via Solferino, situata nel centro storico di Busto Arsizio.

Le motivazioni:

L’area è all’interno del nucleo centrale di origine celtico - ligure di Busto, di cui conserva tuttora l’andamento tortuoso delle strade;

è a pochi passi dal Santuario Bramantesco di Santa Maria di Piazza;

gli edifici che la occupano sono di epoca medioevale (“anche se ristrutturati nel ‘7-‘800: sulla base del poco che è stato messo in luce cinquant’anni fa (vedi foto allegata ove si mostra la colonna conservata nell’edificio adiacente di via Montebello n.°8), si possono ritenere probabili ritrovamenti archeologici di estremo interesse”);

l’area nel 1970 ha visto la demolizione della cinquecentesca chiesa di Santa Croce e la sua sostituzione con un recente edificio residenziale estraneo al contesto;

è adiacente a Casa Paracchi (edificio di via Montebello n.° 8) di rilevanza storica – artistico – ambientale del Comune di Busto Arsizio;

è uno dei pochissimi lacerti urbani (non ancora snaturato) della vecchia Busto;

è prevista (molto probabilmente con la completa demolizione del tessuto edificato esistente) la prossima realizzazione di nuove palazzine legate al Piano di Iniziativa Privata che comprende anche Piazza Vittorio Emanuele II ed il contestato autosilo interrato.

Bibliografia essenziale:

P. Galli, A. Spada, G. Magini, P. Torresan, “Recupero del Centro Storico e Piano Regolatore” – dicembre 2006;

Grazie e cordiali saluti.

Busto Arsizio, 07.05.2008

Dott. Arch. Giovanni Ferrario, g.ferrario7@virgilio.it

mercoledì 7 maggio 2008

LUCCA - CAPANNORI - Restauro?


Un restauro alla Pieve di S. Gennaro (Capannori). Roberto Mannocci - ITALIA NOSTRA LUCCA



Tanto per darvi un'idea: questa è la pieve, prima del restauro brutalmente realizzato con il cemento. Complimenti!!



sabato 3 maggio 2008

Pistoia - Ospedale

Questa è l'area con doppio vincolo su cui il Comune di Pistoia intende costruire un nuovo Ospedale