Da: luigi
Inviato: mercoledì 10 settembre 2008 23.54
Oggetto: Discarica a Camposauro
Ekoclub International benevento
Ufficio di Presidenza
Blog di Patrimoniosos dedicato alla tutela del paesaggio.
Da: luigi
Inviato: mercoledì 10 settembre 2008 23.54
Oggetto: Discarica a Camposauro
Ekoclub International benevento
Ufficio di Presidenza
Indicazione turistica del Borgo Antico di Quarto Cagnino
-----Messaggio originale-----
Da: Massimo De Rigo
Inviato: sabato 14 giugno 2008 16.16
A: emghilardi Ronchi; spi spirolazzi; leone_antonio_1945; mondodonna@libero.it
Oggetto: Ponteggi via F.lli Zoia 72 Borgo Antico Quarto
Proprio all'ingresso del Borgo Antico di Quarto Cagnino, in via F.lli Zoia 72, stamane hanno messo ponteggi alti che fanno presumere il classico 'sottotetto' con un piano in piu'. Il cartello (cartellino) di Legge e' all'interno del portone e non chiarisce i lavori.
Uno dei tanti 'sottotetto' non fa notizia, ma in questo caso si tratta di un edificio storico, ben piu' vecchio della 'Villa Margherita' (primi '900) a Baggio, abbattuta lo scorso anno con un certo clamore mediatico.
L'edificio angolare in via F.lli Zoia 72 e' unico ed esclusivo poiche' dai documenti raccolti insieme a Renato Bosoni con l'apporto di Sergio Corada (ricavati alla Bibblioteca Braidense soprattutto dagli studi ottocenteschi di Giulini e Fumagalli) questo edificio si puo' datare presumibilmente a prima dell'anno 1000 (vedasi l'arcata romanica originale del 2007) ed e' emblema e origine del toponimo 'Quarto Cagnino' dal latino 'Quartum Castrum'.
Un edificio angolare come un vecchio fortino - da cui il nome di 'Quartum Castrum' a protezione del Borgo dalle incursioni di briganti e, prima ancora, degli Ungari (VIII secolo).
L'edificio in questione, gia' lo scorso anno e nonostante l'intervento di Tina Ghilardi, era stato devastato da orrende serrande che ne avevano violentato la fisionomia, sopprimendo le arcate.
Oggi parrebbe che la violenza - iniziata con la demolizione dell'antico portale barocco per la costruzione di box sotterranei - non sia finita ed anche l'ultima testimonianza delle nostre origini sia arrivato alla fine.
http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2003/03_Marzo/20/quarto.shtml
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Martedi 20 Maggio 2008 - Busto Arsizio - Ancora polemiche attorno alla demolizione della casa "Reguzzoni Cascami", vicino al tribunale. Un architetto bustese: «Probabilmente risale a prima degli anni '20»
C'è una foto del 1928, il "falso liberty" forse è vero
Prima il magistrato Luca Gaglio aveva fermato, solo per qualche ora, la demolizione dell'edificio tra via Volturno e largo Giardino perchè quella facciata "sembrava" liberty, poi le carte dei progettisti che sembravano declassarlo a "falso liberty", ora l'architetto bustese Paolo Torresan che ne colloca la data di costruzione a prima del 1928. Casa Reguzzoni Cascami, così viene chiamata in un libro pubblicato proprio nel '28 e che racconta di un passato di officina tessile, ritorna al centro della scena dopo la demolizione avvenuta sabato scorso 17 maggio. La pubblicazione in questione è "Le industrie di Busto Arsizio illustrate" di Ugo Giammarchi dove sono riportati alcuni esempi di ville della città di Busto Arsizio tra le quali è illustrata (foto in alto) anche quella abbattuta sabato scorso. La facciata è identica, come si può vedere dalle immagini, ma non si ha la certezza che la facciata non sia stata rifatta negli anni '50, come sostengono carte alla mano i progettisti. Secondo Torresan il problema di fondo sta nel piano regolatore, aggiornato al '92, che risale agli anni '70: «Busto ha perso già buona parte della sua identità architettonica storica - spiega - sarebbe il caso che in commissione edilizia si facesse maggiore attenzione a quello che si decide di abbattere. Sparisce così un altro “segnale” architettonico che ha caratterizzato la piazza del tribunale – largo Giardino, questa piazza che, seppure accentuata da discutibili interventi di nuova edilizia, era rimasta espressione di quella architettura a ville d’epoca della borghesia ed imprenditoria tessile del secolo passato, che ancora oggi caratterizza una parte del centro di Busto ed in particolare il quartiere retrostante lo stesso largo Giardino». Torresan se la prende con le «povere idee degli immobiliaristi di oggi» e chiede di guardare «in giro nella piazza del tribunale: ci sono ben altri complessi edilizi più recenti - continua - che meriterebbero di sparire e lasciar posto alla pur esile architettura che questa amministrazione ha invece condannato: e dire che in tutti questi anni, si sarebbe potuto fare molto di più per tutelare un brano del fiorente periodo del tessile bustese».
Martedi 20 Maggio 2008
orlando.mastrillo@varesenews.it
-----Messaggio originale-----
Da: Studio Torresan [mailto:studio_torresan@tin.it]
Inviato: giovedì 8 maggio 2008 14.58
A: redazione@patrimoniosos.it; patrimoniosos@patrimoniosos.it
Oggetto: via Solferino a Busto Arsizio - per conoscenza
Vi rigiro per conoscenza quanto inviato alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano:
Spett. Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Milano
OGGETTO: VIA SOLFERINO – BUSTO ARSIZIO
La presente per chiedere se esistono le condizioni per “vincolare” il tessuto urbano di via Solferino, situata nel centro storico di Busto Arsizio.
Le motivazioni:
L’area è all’interno del nucleo centrale di origine celtico - ligure di Busto, di cui conserva tuttora l’andamento tortuoso delle strade;
è a pochi passi dal Santuario Bramantesco di Santa Maria di Piazza;
gli edifici che la occupano sono di epoca medioevale (“anche se ristrutturati nel ‘7-‘800: sulla base del poco che è stato messo in luce cinquant’anni fa (vedi foto allegata ove si mostra la colonna conservata nell’edificio adiacente di via Montebello n.°8), si possono ritenere probabili ritrovamenti archeologici di estremo interesse”);
l’area nel
è adiacente a Casa Paracchi (edificio di via Montebello n.° 8) di rilevanza storica – artistico – ambientale del Comune di Busto Arsizio;
è uno dei pochissimi lacerti urbani (non ancora snaturato) della vecchia Busto;
è prevista (molto probabilmente con la completa demolizione del tessuto edificato esistente) la prossima realizzazione di nuove palazzine legate al Piano di Iniziativa Privata che comprende anche Piazza Vittorio Emanuele II ed il contestato autosilo interrato.
Bibliografia essenziale:
P. Galli, A. Spada, G. Magini, P. Torresan, “Recupero del Centro Storico e Piano Regolatore” – dicembre 2006;
Grazie e cordiali saluti.
Busto Arsizio, 07.05.2008
Dott. Arch. Giovanni Ferrario, g.ferrario7@virgilio.it